Maduro licenzia i generali sospettati di tradimenti: azzerati i vertici delle forze armate

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Di Michael O'Brien

Come in tutte le dittature sudamericane, il cambio della guardia ai vertici delle Forze Armate è assai spesso repentino. Il dittatore, nel caso Nicolás Maduro, teme il tradimento e ancora sente brividi di paura quando pensa al 30 aprile, quando il popolo guidato da Juan Guaidò aveva circondato una base militare. I Servizi Segreti avevano rivelato che lui era già pronto a fuggire, con il suo clan, ma poi un duro intervento di Putin con gli USA aveva bloccato la rivolta delle forze armate, rimasta incompiuta. gli sgherri di Maduro  arrestano e reprimono, quando riescono nel silenzio, ma hanno ucciso un capitano di corvetta, sospettato di contatti con l'opposizione. Rafael Acosta è stato seviziato in prigione e il caso ha sollevato una profonda indignazione in tutto il Paese.

Il dittatore che ha sta mandando cinicamente il suo popolo verso la rovina, ha annunciato radicali cambiamenti nella guida della Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) durante la laurea di 966 cadetti a Fuerte Tiuna. Il governatore ha nominato un cugino di Diosdado Cabello, uno dei suoi tirapiedi, Alexis Rodriguez Cabello, nuovo comandante dell'esercito, in sostituzione del generale Jesus Suarez Chourio, a cui è stato interdetto l’ingresso dagli Stati Uniti ma con il sospetto di essere coinvolto nella fallita rivolta militare del 30 aprile. Inoltre, ha ratificato come ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez e Remigio Ceballos come capo del Comando Operativo Strategico delle Forze Armate. Riguardo a quest'ultimo, ha detto: "Deve continuare con la sua leadership militare”.   

Fabio Zavarse Pabón è stato nominato nuovo comandante generale della Guardia Nazionale Bolivariana, in sostituzione di Richard López Vargas, un altro su cui si erano addensati i sospetti paranoici del regime, mentre Manuel Bernal Martínez è stato nominato comandante della Milizia Nazionale Bolivariana. 

MEDIAZIONE IN CORSO

Sono in corso incontri tra le delegazioni del governo e dell’opposizione per tracciare una via politica alla crisi. Guaidò vuole elezioni e dimissioni del governo, Maduro vuole gestire lui ogni fase del processo. Le posizioni sono distanti, e l’omicidio di Acosta ha rischiato di mandare tutto a monte.

IL RECORD DI OMICIDI 

Intanto, nel 2017, il Venezuela è stato il paese del Sud America con i più alti livelli di morti violente. Ha registrato quasi 57 omicidi intenzionali per 100.000 abitanti, secondo il World Homicide Survey del 2019 pubblicato lunedì dalle Nazioni Unite a Vienna. Precede il Brasile che ha registrato un tasso di 30,5. Nelle Americhe il solo El Salvador ha un più alto tasso di omicidi di 62,1. Secondo uno studio dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), il Venezuela ha vissuto tra il 1991 e il 2017 "l'aumento più drammatico" delle morti violente nelle Americhe, da 13 a 56,8 omicidi ogni 100.000 abitanti. Caracas, la capitale del paese, da anni immersa in una profonda crisi politica, economica e istituzionale, ha registrato 122 morti per 100.000 abitanti nel 2017, più che raddoppiando il tasso di omicidi nazionali. Il rischio di essere uccisi nella nazione petrolifera è eccezionalmente alto per i maschi di 15-29 anni. Il tasso di omicidi per questo segmento della popolazione era di 200 per 100.000 abitanti.

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