Non solo Epstein: scoppia lo scandalo de “La Madame”

| Politici e pezzi grossi colombiani tremano: la più grande e potente organizzatrice di una rete di prostituzione minorile ha dichiarato di voler fare i nomi e raccontare tutto

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Con grande lentezza, vista la caratura dei personaggi coinvolti, ma se fortuna & giustizia ci assistono, tutti i nomi e i cognomi dei ricchi e famosi che hanno approfittato del mercato delle schiave di Jeffrey Epstein verrà fuori, a Dio piacendo. Eppure, non si fa neanche il tempo ad abituarsi all’idea che perfino la royal family inglese annaspa fra imbarazzi e mezze parole, che nuovi scandali si affacciano all’orizzonte: ogni volta sono un po’ peggiori di quelli precedenti, ma tutti solo e sempre con ragazzine minorenni nella scomoda parte delle vittime.

L’ultimo caso sta divampando in Colombia, e da lì rischia di dilagare in tutto il Sudamerica, e forse non solo: la protagonista si chiama Liliana del Carmen Campos Puello, 48 anni, donna procace e disinibita accusata di essere la trafficante di sesso più prolifica della Colombia. Ma così tanto da aver accumulato una fortuna multimilionaria avviando alla prostituzione almeno 250 di ragazzine, come sempre bellissime ma così povere da non avere alcuna speranza di essere ascoltate, anche se avessero provato a chiedere aiuto.

Ma Liliana del Carmen Campos Puello, conosciuta come “La Ronca” e la “Husky Voiced Woman”, nel 2002 aveva già avuto noie con la giustizia americana: un giudice federale di New York l’aveva condannata a due anni e sette mesi di prigione e cinque anni di libertà vigilata per spaccio di sostanze stupefacenti. Altri tempi. Ora, nell’ambiente delle escort d’alto bordo, la Campos Puello voleva essere chiamata “La Madame”, e chi aveva in mente un’orgia su uno yacht di lusso, in un hotel o in una villa affacciata sull’Oceano con lei andava sul sicuro. Come sempre, i clienti che potevano permettersi simili ordinazioni erano molto pochi, molto ricchi e molto in vista. Ma ancora una volta molto lentamente, qualcosa sta venendo a galla, con il risultato che celebrità e politici iniziano a tremolare.

Liliana del Carmen Campos Puello è stata arrestata nel luglio del 2008 nell’ambito dell’operazione “Vesta”, gestita dalla polizia colombiana. Si è scoperto che Madame gestiva da casa sua, a Cartagena, una scuderia di giovanissime messe a disposizione con diverse formule di noleggio che potevano arrivare anche alla proprietà esclusiva, con tanto di marchio tatuato del proprio padrone. Le immagini delle ragazze, per tutti i gusti, erano racchiuse in eleganti cataloghi stampati su carta patinata lucida messi a disposizione dei clienti. Venivano reclutate da alcuni narcos, che a tempo perso individuavano le più belle all’interno di poveri villaggi dove nessuno osava parlare, pena morire sul posto: venivano ripulite, sistemate, dotate di passaporti falsi e poche ore dopo, da un villaggio con le capanne di fango e le palme si ritrovavano immerse nel lusso più esagerato, finendo poco dopo a guardare il soffitto da un letto.

Come sempre, tutti stanno prendendo le distanze da The Madam, sempre più costretta a vedersela con la giustizia da sola, ma lei non ci sta, e minaccia di rivelare i nomi dei suoi migliori clienti, facendo tremare poltrone in pelle dal Cile al Venezuela.

Madame è arrivata in manette al tribunale di Cartagena, senza risparmiare insulti e gestacci all’indirizzo di fotografi e giornalisti, a cui ha urlato: “Smettetela di sfasciare la mia vita, perché sto per mandare in rovina tutti i politici che mi hanno pagato”. Va ricordato che la prostituzione non è reato in Colombia, ma lo è trarne profitto.

Sui media, nel frattempo, la figura di Madame è fatta a pezzi: nata nel misero sobborgo di Blas de Lezo, a sud di Cartagena, seconda di quattro fratelli, frequenta un istituto gestito da suore. Le sue amiche d’infanzia ricordano chiaramente uno sviluppo fisico molto precoce che avevano trasformato Liliana in una delle ragazze più belle e desiderate del sobborgo. Aveva i tratti e l’altezza di una modella, non a caso negli anni Ottanta inizia una mutazione che fa capire quanto sia ormai vicino il grande salto: si tinge i capelli, veste in modo sexy, si fa vedere poco in giro, poi sparisce. Si dice sia andata in America.

Torna dalle parti di casa più o meno dieci anni dopo, e probabilmente mette in pratica quello che ha imparato sulla propria pelle, gettando le basi per la sua organizzazione, basata sulla prostituzione minorile. Ma la gente del quartiere se ne accorge, circolano le storie di ragazzine finite sulla strada dopo aver avuto a che fare con Liliana, che cambia aria scegliendo i quartieri più eleganti ed esclusivi di Cartagena, dove i vizi sono di casa e il silenzio è un dogma. Madame nel frattempo allarga i propri contatti fino alle isole caraibiche come le Bahamas, dove organizza orge camuffate da feste per turisti stranieri pieni di dollari in cerca di felicità e pezzi grossi sudamericani.

L’imponente fascicolo di accuse contro Liliana del Carmen Campos Puello è pieno di audio e video recuperati dalla polizia in più di sei mesi indagini, con diversi agenti sotto copertura che hanno avvicinato Madame fingendosi interessati ai servizi aziendali. L’arresto è scattato in un centro commerciale, dove Liliana aveva appuntamento con un gruppo di turisti che preparavano l’ennesima orgia vestita da festa. Dopo l’arresto sono scattate tredici perquisizioni che hanno portato all’arresto di diciotto persone. Le udienze preliminari contro i membri della rete messa in piedi da Madame si svolgono a porte chiuse: i giudici hanno deciso di non consentire l’accesso ai media per via dei numerosi minori coinvolti nella vicenda. Ora tutti aspettano che Liliana parli. Anzi, forse non tutti.

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