Ordine di cattura per Evo Morales

| Il presidente boliviano, in carica da 13 anni, costretto alle dimissioni da pressioni interne e internazionali. L’annuncio che la polizia lo cerca per arrestarlo

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Luis Fernando Camacho, leader di “Comité Pro Santa Cruz”, il movimento dei comitati civici, ha annunciato pochi minuti fa un ordine di cattura spiccato nei confronti dell’ormai ex presidente Evo Morales. Secondo Camacho, la polizia starebbe cercando Morales nel Chapare, dove il presidente si sarebbe nascosto.

Ai boliviani non erano andate giù le elezioni del 20 ottobre scorso: proteste, denunce e manifestazioni di piazza, a cui aggiungere un rapporto dell’OAS che aveva riscontrato irregolarità, hanno costretto il presidente Evo Morales ad una clamorosa rinuncia. In carica dal 22 gennaio 2006 e per tre mandati consecutivi, Morales ha rassegnato le proprie dimissioni e indetto nuove elezioni, smentendo però l’indiscrezione del quotidiano “Clarìn” che lo voleva in fuga precipitosa su un aereo partito da La Paz con destinazione Argentina. In realtà, secondo il quotidiano, che pubblica anche una foto dell’aereo presidenziale boliviano, il presidente argentino Macrì avrebbe negato l’asilo a Morales.

La rinuncia di “SuperEvo” arriva dopo la discesa in campo di Papa Francesco, che nelle scorse settimane ha chiesto un processo di revisione dei risultati delle presidenziali, e il consiglio del generale Williams Kaliman, che aveva chiesto al presidente un passo indietro per “consentire la pacificazione e il mantenimento della stabilità della Bolivia”. Ma sono anche l’ultimo passaggio di una serie di dimissioni eccellenti: prima di lui si erano ritirati Victor Borda, presidente della camera, Cesar Navarro, ministro delle miniere, e Luis Alberto Sanchez, ministro degli idrocarburi, decisi dopo aver ricevuto pesanti minacce e tentativi di rogo delle loro abitazioni da parte dei manifestanti.

Il rapporto fra i boliviani e Morales si è incrinato due anni fa, piegato da accuse di corruzione e un autoritarismo sfociato nella sua nuova candidatura, malgrado un referendum da cui era uscito con una sonora bocciatura. Nelle ore precedenti alle dimissioni, a preoccupare era stato l’ammutinamento di numerosi agenti di polizia che faceva temere un colpo di stato imminente.

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