Portorico sotto shock per l’omicidio di Alexa

| Una transgender accusata di aver utilizzato i bagni delle donne in un McDonald’s, è stata uccisa pochi minuti dopo a colpi di pistola. Il video dell’esecuzione ha girato sui social per ore prima di essere rimosso

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“Hanno ucciso Alexa, una persona, non un uomo con la gonna”: con questa frase stampata su una maglietta, il rapper Bad Bunny è comparso nel “The Tonight Show” di Jimmy Fallon". La star latina indossava anche una gonna nera, nel chiaro tentativo di attirare l’attenzione su un omicidio che ha sconvolto Portorico, l’isola caraibica degli Stati Uniti.

Alexa era il nome con cui era conosciuta Neulisa Luciano Ruiz, una transgender senzatetto brutalmente uccisa a Toa Baja lunedì scorso. Un omicidio che ha suscitato rabbia e indignazione, oltre ad alzato il dibattito sulla transfobia che regna sull’isola e sulle violenze che le persone di genere non conformi si trovano ad affrontare quotidianamente.

Domenica scorsa, il cliente di un fast food McDonald’s di Toa Baja ha sporto denuncia contro Alexa perché aveva utilizzato il bagno delle donne. Quando la polizia è arrivata, nel tentativo di fare chiarezza sull’accaduto e riportare la calma ha ascoltato diversi clienti, compresa Alexa: le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza di lei che parla con un agente sono le ultime in cui si vede ancora in vita.

All’inizio della settimana sui social media è comparso un video che mostrava diverse persone che sfottevano e minacciavano qualcuno che si ritiene fosse Alexa: poco dopo, il sinistro rumore di almeno 10 colpi d’arma da fuoco. La polizia ha confermato il ritrovamento di un corpo con ferite multiple da arma da fuoco in un prato vicino al centro di Toa Baja, anche se la vittima non è stata identificata immediatamente.

Il giorno successivo, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza di Portorico ha confermato che i familiari di Alexa avevano identificato il corpo, mentre un rappresentante del governo ha assicurato che la morte sarebbe stata trattata come un crimine d’odio. “È assai crudele che qualcuno le abbia tolto la vita in questo modo, ed è necessario che gli autori siano consegnati alla giustizia il prima possibile”.

La morte di Alexa ha alzato le proteste sia a Porto Rico che nel resto degli Stati Uniti, attirando anche l’attenzione della candidata dem Elizabeth Warren: “Questo sentimento di odio contro chi è diverso continua a crescere e dobbiamo usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per porvi fine”.

Pedro Julio Serrano, importante attivista LGBTQ di Porto Rico, ha parlato di una reazione del Paese simile ad “un terremoto di coscienza. La gente si è resa conto che stava soltanto cercando di usare il bagno, come chiunque”. Serrano ha condannato alcuni leader conservatori e religiosi del Paese per aver sostenuto che le persone transgender dovrebbero usare i bagni che corrispondono al sesso assegnato alla nascita: “Questa è la prova che la transfobia può uccidere”.

La “Human Rights Campaign” ha definito l’uccisione di Alexa un crimine orribile, affermando che si tratta della seconda morte violenta di un transgender nei territori degli Stati Uniti dall’inizio dell’anno: “Alexa aveva sogni, speranze, hobby e non meritava che le fosse tolta la vita. Stava sopportando la difficile condizione di senzatetto, che evidenzia ulteriormente quel mix tossico di transfobia e misoginia che espone la comunità transgender a rischio di violenza estrema”.

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