Venezuela, l'Italia di Conte desaparecida

| Francia, Spagna. Inghilterra e Germania riconoscono la presidenza di Juan Guaid˛. L'Italia non c'Ŕ. Il premier spagnolo: "Subito nuove elezioni". I russi: "Gli Usa vogliono opzione militare. Richiamo di Mattarella: "Unione con gli alleati"

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L’Italia come Ponzio Pilato, tra il regime chavista agonizzante e la speranza di un Venezuela democratico, se ne lava le mani, appoggiando così in modo neanche troppo indiretto, Maduro. Anche se  il presidente Mattarella ammonisce, per quelle che sono le sue prerogative, il governo giallo-verde: ""Non ci può essere incertezza nè esitazione nella scelta tra la volontà popolare e la richiesta di autentica democrazia da un lato e dall'altro la violenza della forza", dice il presidente della Repubblica chiedendo "senso di responsabilità e chiarezza in Italia per il Venezuela su una linea condivisa con gli alleati e i partner europei". Maduro invece scrive al Papa.  "Ho inviato una lettera a papa Francesco- ha detto in una intervista a Sky TG24 - spero che sia in viaggio o che sia arrivata a Roma, al Vaticano, dicendo che io sono al servizio della causa di Cristo. E con questo spirito gli ho chiesto aiuto, in un processo di facilitazione e di rafforzamento del dialogo, come direzione. Io chiedo al Papa che produca il suo miglior sforzo, la sua volontà per aiutarci nella strada del dialogo. Speriamo di ricevere una risposta positiva". E oggi il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha riconosciuto la legittimità di Juan Guaido. "Consideriamo che Juan Guaido abbia la legittimità per indire delle elezioni presidenziali", ha dichiarato Le Drian ai microfoni di France Inter, aggiungendo: "Il popolo è in strada, il popolo vuole il cambiamento”.

Anche il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che la Spagna "riconosce ufficialmente Juan Guaidò come presidente legittimo del Venezuela". "Nelle prossime ore - ha proseguito il premier spagnolo - mi metterò in contatto con i governi europei e latinoamericani che vogliono unirsi" a questo riconoscimento. "Guaidò deve convocare il prima possibile elezioni libere perchè il popolo del Venezuela deve poter decidere del proprio futuro. La comunità internazionale dovrà rispettare il risultato e verificare questo processo", ha concluso Sanchez. infine La Gran Bretagna che "assieme con i suoi alleati europei riconosce Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela fino a quando si potranno tenere elezioni credibili". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt. "Nicolas Maduro non ha convocato le elezioni presidenziali entro il limite di otto giorni che avevamo stabilito", ha sottolineato il ministro augurandosi che questa riconoscimento "ci porti più vicini alla fine di questa crisi umanitaria”. Attesa una dichiarazione analoga della Germania. L’Italia grillina ha imposto al governo e al premier di non schierarsi, bloccando così il riconoscimento a livello UE, votando contro la proposta. E il ministro degli Esteri Moavero? Non pervenuto.

La dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla possibilità di usare la forza in Venezuela "mina tutti i principi di base del diritto internazionale", dice il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, citato dalla Tass. "Gli Stati Uniti non fanno mistero del fatto che vogliono ottenere un cambio di regime a qualunque costo", ha sottolineato poi il ministro.

 
 

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