VENEZUELA IL GIORNO PIU' LUNGO

| Le colonne di aiuti umanitari dovrebbero varcare i confini blindati da Maduro. Primi uccisi a La Gran Sabana. La guerra dei concerti vinta da Guaid˛. Il Brasile avverte Maduro: "Se ci attacca Ŕ matto". La beffa del "salario minimo"

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MARIA LOPEZ

(ha collaborato Corina Blanco)

Scorre il primo sangue innocente nella giornata più lunga e drammatica del Venezuela. L’Esercito ha sparato e ucciso due indigeni Pemben che si sono opposti alla chiusura delle frontiere per impedire l’arrivo degli aiuti umanitari inviati da Usa e EU al popolo venezuelano, fermi al confine da giorni. Il presidente ad Interim Juan Guaidò ringrazia i soldati che gli hanno consentito di oltrepassare la frontiera ed essere così presente al grande concerto di Cùcuba, in Colombia, dove si sono esibiti 32 artisti in un Live Aid indimenticabile, con decime di migliaia di persone. Ma fra poche ore la crisi arriverà al suo culmine, quando le voluntariosxvenezuela tenteranno di trasferire cibo e medicinali dai quattro punti di raccolta oltre la frientiera, blindata e chiusa su ordine del regime. Intanto il governo chavista paga le pensioni di marzo e fissa il salario minimo. Sono cifre ridicole. Il salario minimo vale al cambio attuale pochi dollari e meno ancora euro. Queste sono le regioni vere per cui l’opposizione vuol cacciare Maduro. Il popolo è letteralmente alla fame. Qualcuno, in Italia, non l’ha capito o finge di non capirlo, in particolare il Movimento 5Stelle che ha condannato l’Italia a una vergognosa neutralità.

PRIME VITTIME DELL’ESERCITO

La prima vittima è un’indigena che faceva parte di un gruppo che tentava di opporsi alla chiusura della frontiera de La Gran Sabana. La donna è stata colpita da un proiettile esploso da una pattuglia di soldati. La gente poi ha a lungo sequestrato il colonnello e due ufficiali che comandavano il reparto. E’ accaduto a San Francesco  de Yuruaní, situata a La Gran Sabana. Almeno altre 22 persone sono rimaste ferite. Tamara Suju, avvocato e difensore dei diritti umani, ha rivelato che i militari erano arrivati in un autobus e che volevano impedire agli indigeni di percorrere le vie di comunicazione della zona.

FRONTIERE CHIUSE

Delcy Rodriguez, il ministro di Maduro, ha comunicato in modo ufficiale che da ora sino “a data da cedidere” tutte le frontiere sono chiuse. 2in entrata e in uscita”. ha spiegato che la decisione sarà temporanea, senza specificare la durata della decisione. "Il governo bolivariano informa la popolazione che, a causa delle gravi e illegali minacce tentate dal governo colombiano contro la pace e la sovranità del Venezuela, ha preso la decisione di chiudere temporaneamente i ponti Simón Bolívar, Santander e Unión", ha riferito Rodríguez su Twitter. La leader filogovernativo ha anche minacciato il presidente colombiano Iván Duque: ”Smetta di usare i poteri del suo paese per attaccare i venezuelani”, invitandolo a ritirare Esercito e reparti di polizia dalla frontiera di Cùcuba.

LA GUERRA DEI CONCERTI

Due concerti live. Uno organizzato dal manager Britannico Richard Branso per sostenere il presidente ad interim Juan Guaidò, il secondo dal regime. Pochi artisti hanno aderito al secondo, unico nome di rilievo la stella merengue, chavista dichiarato. Un concerto a Cúcuta, al confine tra Venezuela e Colombia è quello che sta organizzando per domani, 22 febbraio il miliardario Richard Branson. L’evento si chiamerà Venezuela Aid Live e come il famoso Live Aid del 1985, lintento è quello di raccogliere proventi e aiuti per la popolazione, 100 milioni di dollari di donazione nei 60 giorni successivi all’evento, e usarli per aiutare la popolazione venezuelana.

 Il patron della Virgin però dovrà superare i blocchi all’ingresso di aiuti dall’estero di Maduro, che nega che ci sia una crisi e parla di complotto internazionale. Critico il suo vecchio amico, il cofondatore dei Pink Floyd Roger Waters secondo cui il concerto è sostenuto dagli Stati Uniti per offuscare il governo socialista di Maduro, lo accusa di essere al servizio degli Stati Uniti, il cui obiettivo è “fare del Venezuela il prossimo Iraq e rovesciare il governo socialista di Maduro”. Il concerto anti-Maduro ha visto la partecipazione di 250 mila persone, poche migliaia per “Giù le mani dal Venezuela”. Juan Giaudò è riuscito a passare la frontiera ed ha assistito al concerto, con il presidente di Chile e Colombia e ha ringraziato i militari delle FANB che lo hanno fatto passare alla frontiera.

BRASILE A MADURO: “SE ATTACCA E’ MATTO”

Il Brasile ritiene “impossibile che Maduro sia così pazzo vda attaccare le forze armate brasiliane al confine”. I militari del presidente Bolsonaro, assisteranno le operazioni di transito delle colonne umanitarie ma “senza varcare i confini con il Venezuela, nel nome del principio della non ingerenza nella vita politica degli altri Paesi”. Guaidò è stato riconosciuto come Presidente ad interim dal Brasile. Il compromesso che sembra profilarsi all’orizzonte è che saranno i volontariosxVenezuela che hanno raccolto l’appello di Guaidò a mobilitarsi per oggi a prendere in consegna gli aiuti per poi distribuirli una volta in patria. In questo modo sarebbero evitati scontri e incidenti. Ma i soldati della FANB dovrebbe aprire le frontiere, contro gli ordini impartiti dallo Stato Maggiore ancora fedele a Maduro

PENSIONI E SALARIO MINIMO: CIFRE TRAGI-COMICHE

L'Istituto venezuelano di sicurezza sociale (IVSS) ha iniziato a pagare le pensioni di marzi  della pensione per il mese di marzo sarà effettuato per un importo di 18 mila bolivar (Bs). Il 14 gennaio  Maduro aveva annunciato che il salario minimo sarebbe aumentato da 4.500 a 18.000 bolivares sovrani a partire dal 15 gennaio 2019, e anche i pensionati riceveranno questo aumento, poiché sono standardizzati con il salario minimo. Facciamo un po’ di conti: !8 mila bolivares fuerte valgono al cambio di oggi 4 euro e 32 centesimi. Più o meno, bastano per un caffè e un panino. Ma solo una volta al mese.  Ieri, dall’alba, lunghe code di anziani davanti alle banche.

Per pagare il paniere alimentare del mese scorso, una famiglia venezuelana ha dovuto erogare 307.905,97 bolívares. Per sopravvivere ci vogliono almeno 10.263,63 bolívares al giorno Meza aggiunge che secondo i suoi calcoli, per coprire il paniere alimentare del paese lo scorso dicembre era necessario avere un reddito equivalente a 384,88 dollari e il nuovo salario minimo mensile vale 5,62 dollari. L'economista Marisela Cuevas sottolinea che l'aumento del salario minimo non solo è una misura inefficace, "ma è inserito in una dinamica perversa perché è destinato a risolvere le conseguenze del processo iper-inflazionistico senza attaccarne le cause. non ha altro scopo se non quello di propaganda, è un modo per il governo di prendere le distanze dalle proprie responsabilità, di far finta di fare qualcosa per risolvere il problema, mentre in realtà non lo è”. Dal cibo ai farmaci. Il Losartán, un anti-pertensivo, nella confezione da 30 compresse, costa in farmacia (per ora) 15.597 bolívares. La ciprofloxacina, un antibiotico, costa 11.142. 10 compresse da 500 milligrammi di acetaminofene costano 3.000. E via così. Il “salario minimo” pomposamente annunciato da Maduro è una una triste bugia. Serve solo a morire di fame con il sapore in bocca della beffa.

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