"Vergogna Italia", la comunità italiana contro i grillini. Gli Usa: Maduro si dimetta o finirà a Guantanamo"

| Il governo gialloverde nega il riconoscimento del presidente ad interim Guaidò, unico tra i grandi paesi Ue. "Mai più un solo voto per loro", annunciano gli italiani in Venezuela

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"Vergogna Italia". I grillini si sfilano dalla solidarietà concreta al presidente ad interim Juan Guaidò, aggravando così il pericolo di una ritorsione contro lui e anche la sua famiglia, da parte della polizia segreta del regime chavista au passo dallo sfacelo, Italia unica tra i grandi Paesi Ue. “Ci hanno lasciati soli nelle mani di Maduro - dice furente uno dei più importanti esponenti della comunità italiana, protetto dall’anonimato per ovvi motivi di sicurezza - in questo modo perdiamo forza e credibilità rispetto all’opposizione e siamo in ostaggio del regime. Se lo ricordi, Di Maio, che non fa differenze tra il regime e l’opposizione, dalla nostra comunità non prenderà mai più un voto che sia uno. Non ho parole per descrivere il nostro stato d’animo per il tradimento del governo Conte. Speriamo solo cambino idea, se non è già troppo tardi. vogliamo ringraziare Spagna, Germania, Francia e Inghilterra. L’Italia se se ne stia al fianco di Erdogan, di Putin e della Cina. Uno schifo…”. Una rabbia e una sofferenza senza fine, proprio mentre a Caracas sale le protesta anti-Maduro che oggi ringrazia Juan Guaidó, presidente ad interim del Venezuela, per il sostegno della comunità internazionale. E John Bolton,  consigliere per la sicurezza nazionale Usa, ammonisce Maduro: “Se non si dimetterà entro due settimane, rischia di finire come prigioniero a Guantanamo”. 

La mobilitazione inizierà alle 10:00 del mattino in cinque punti e culminerà nel viale principale di Las Mercedes. I punti d'incontro sono: El Marqués, Distributore Santa Fé, Boulevard del Cafetal, Centro Comercial Millenium e Paza José Martí a Chacaíto. La protesta coincide con il giorno in cui l'Unione Europea (UE) ha dato a Nicolás Maduro un ultimatum per indire libere elezioni. 

"Il 2 febbraio scade il termine dato dall'Unione Europea a Maduro per indire elezioni libere e trasparenti, ed è per questo che noi venezuelani torniamo in piazza per sostenere il presidente in carica Guaidó e ringraziare i paesi per il loro sostegno alla democrazia", ha riferito Voluntad Popular su Twitter.

Le parole di Bolton sono state assai chiare, proprio mentre una parte dello Stato Maggiore dell’Esercito venezuelano sta trattando segretamente con l’opposizione per una transizione pacifica del potere, come garante di nuove elezioni. “Se il presidente venezuelano Nicolás Maduro non accetterà di lasciare il potere con le buone potrebbe finire a Guantanamo", la base statunitense sull'isola di Cuba utilizzata per rinchiudere persone accusate di terrorismo. Ospite del programma 'The Hugh Hewitt radio show', a Bolton è stato chiesto: "Dittatori come Ceausescu e Mussolini sono finiti male. A Idi Amin e Baby Doc Duvalier è andata meglio. Quali opzioni sono in mano a Maduro oggi come oggi?”. Risposta: "Beh, ieri ho diffuso un tweet in cui gli auguravo un lungo e quieto pensionamento in una spiaggia carina lontano dal Venezuela. E dico che è meglio che si avvalga al più presto del consiglio, scegliendo il pensionamento su una spiaggia carina, piuttosto che trovarsi a frequentare un'altra spiaggia come Guantanamo”. La mobilitazione continua anche domani. Di nuovo gli oppositori si ritroveranno in centro a Caracas e in un tutte le città per una serie di flash mob pacifici in sostegno di Guaidò.

 

 

   

 
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