Segnali dallo spazio

| Una delle navicelle più longeve della Terra ha rilevato un “ronzio persistente” oltre il nostro sistema solare

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La Voyager 1 della NASA è stata lanciata il 5 settembre 1977 da Cape Canaveral, in Florida, a bordo di un razzo Titan-Centaur, poche settimane dopo la sua gemella, la Voyager 2. Anche se erano stati progettati per durare al massimo cinque anni, a 43 anni dal loro lancio i due velivoli spaziali stanno ancora inviando sulla Terra dati mentre esplorano lo spazio interstellare.

Secondo una ricerca pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista “Nature Astronomy”, gli strumenti a bordo di Voyager 1, che ha superato i confini del sistema solare entrando in uno spazio noto come “eliopausa”, hanno rilevato dei suoni delle onde di plasma.

Un team guidato dalla Cornell University ha studiato i dati trasmessi dalla navicella, inviati da 14 miliardi di miglia di distanza e ha scoperto che si tratta di emissioni di gas interstellare. “È un suono molto debole e sempre uguale, concentrato in una stretta larghezza di banda di frequenza – assicura Stella Koch Ocker, studentessa in astronomia della Cornell University – rileviamo il debole e persistente ronzio del gas interstellare”.

La sonda Voyager 1 della NASA ha volato vicino a Giove nel 1979, e a Saturno nel 1980, prima di attraversare l’eliopausa nell’agosto 2012. Dopo essere entrata nello spazio interstellare, lo strumento “Plasma Wave System” ha rilevato delle oscillazioni nel gas, causate dal nostro sole. Ma i ricercatori hanno anche notato che tra queste eruzioni c’era una firma costante e persistente. “Il mezzo interstellare è come una pioggia tranquilla o gentile. Nel caso di un’esplosione solare, è come rilevare un fulmine in un temporale e poi tornare ad una leggera pioggerella”.

I ricercatori pensano che ci sia più attività di basso livello nel gas interstellare di quanto si creda in precedenza. Questo permetterà di monitorare la distribuzione spaziale del plasma, ma i dati  possono anche aiutare gli scienziati a capire le interazioni tra il mezzo interstellare e il vento solare, un flusso costante di particelle cariche che fuoriesce dalla nostra stella.

“Indipendentemente da ciò che il sole sta facendo, Voyager sta mandando dei dettagli inediti. Scientificamente, questa ricerca è un'impresa: è il un testamento dell’incredibile Voyager, un regalo ingegneristico alla scienza”.

Voyager 1 è l’oggetto realizzato dall’uomo più distante nello spazio e continua a funzionare, nonostante l’età e la distanza.

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