Tutti contro Huawei

| Sono sempre di più, colossi della telefonia e del web che prendono le distanze dall’azienda cinese. Sotto accusa i sistemi e le soluzioni di rete, potenzialmente dannosi per la sicurezza nazionale

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Il colosso cinese “Huawei”, 180mila dipendenti e clienti fra 45 dei primi 50 operatori mondiali di telefonia mobile di 140 paesi, è sotto pressione. Altri due mercati chiave europei si stanno trasformando nell’ultimo di una serie di problemi che l’azienda è costretta ad affrontare.

“Orange S.A.”, un altro colosso delle telecomunicazioni presente in una decine di paesi, ha appena escluso l’utilizzo dei prodotti “Huawei” nella sua rete 5G in Francia. “Non prevediamo di collaborare con Huawei - ha ammesso Stephane Richard, CEO di Orange – per la rete 5G stiamo lavorando con i nostri partner tradizionali, Ericsson e Nokia”. E una decisione simile potrebbe arrivare a breve dalla tedesca “Deutsche Telekom”, che qualche giorno ha dichiarato di aver messo sotto esame i sistemi Huawei. “Stiamo perseguendo una strategia multi-vendor per gli elementi di rete utilizzati e stiamo rivalutando le nostre strategie di approvvigionamento”.

L’azienda cinese, che sviluppa, produce e vende smartphone e soluzioni di rete per le telecomunicazioni, è messa sotto attentissimo esame dai controllo stringenti degli Stati Uniti, dopo che l’intelligence ha avvertito i paesi alleati dei potenziali rischi per la sicurezza nazionale derivanti dall’uso dei prodotti Huawei. Il recente arresto del suo direttore finanziario, Meng Wanzhou, ha sollevato ulteriori dubbi: Meng è stata rilasciata su cauzione in Canada, ma deve affrontare una lunga battaglia legale per decidere se debba essere estradata o meno negli Stati Uniti, dove i pubblici ministeri la accusano di aver aiutato l’azienda ad aggirare le sanzioni contro l’Iran.

L’annuncio di Deutsche Telekom, insieme alla notizia della holding finanziaria “SoftBank” che potrebbe anche rinunciare alle apparecchiature Huawei, potrebbe influire sulla fusione in corso tra “T-Mobile” e “Sprint”, di cui Deutsche Telekom è proprietario di maggioranza della prima, mentre Softbank possiede la seconda.

L’accordo tra le due compagnie telefoniche potrebbe ottenere l’approvazione dei regolatori federali che controllano gli accordi per i rischi per la sicurezza nazionale, e la rinuncia all’uso delle apparecchiature Huawei avrà sicuramente un peso sulla trattativa.

Huawei è ormai in gran parte esclusa dal mercato statunitense, dove è stata ripetutamente messa sotto la lente da funzionari governativi che la accusano di lavorare sotto l'influenza del governo cinese. L’azienda ha ripetutamente negato le accuse, dicendo che si tratta di una società privata, ma le agenzie di sicurezza nazionale sono particolarmente preoccupate per il coinvolgimento di Huawei nelle future reti 5G.

Nuova Zelanda e Australia hanno di fatto impedito alle aziende di telecomunicazioni di utilizzare le apparecchiature Huawei per le loro reti mobili 5G. E anche nel Regno Unito sono emersi problemi: il gruppo britannico di telecomunicazioni “BT”, la scorsa settimana ha dichiarato che avrebbe rinunciato alle apparecchiature Huawei per ila rete wireless 5G.

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