Corea del Sud, lo show
con ospiti vivi e morti

| Polemiche fortissime per l’arrivo di “A.I. VS Human”, un programma che mette di fronte artisti morti da anni con altri vivi e vegeti. Fra i primi a farne le spese l’amatissimo Kim Kwang-seok, morto suicida nel 1996

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Quella di Kim Kwang-seok era una delle voci più amate e popolari della Corea del Sud. Nato nel 1964, era diventato celebre come artista folk debuttando nel 1987 nelle file dei “Noraereul Channeun Saramdeul”, raggiungendo la popolarità l’anno dopo con i “Dongmulwon”. Nel 1989 pubblica il suo primo album da solista. Per la critica, le produzioni di Kim Kwang-seok “Erano il ritratto del dolore e della frustrazione della gente in un momento in cui la società sudcoreana lottava per dare stabilità alla democrazia”. Kim si è tolto la vita impiccandosi nel 1996.

Ma fra qualche giorno, Kim Kwang-seok tornerà in televisione con un nuovo brano inedito grazie ad un sofisticato programma di intelligenza artificiale. Tutto nasce da “A.I. VS Human”, un discusso format ideato dall’emittente sudcoreana “SBS” che sfrutta l’intelligenza artificiale per riportare in vita la voce e le movenze di artisti scomparsi, da mettere in gara con altri vivi e vegeti.

Non è la prima volta che in Corea del Sud l’intelligenza artificiale viene usata per far riportare in vita celebrità. A dicembre, il canale musicale “Mnet” ha mandato in onda “One More Time”, uno spettacolo che usava ologrammi di artisti defunti per rendere omaggio alla loro carriera. E a capodanno, le superstar K-Pop “BTS” si sono esibite online duettando con Shin Hae-chul, artista morto nel 2014 dopo un intervento chirurgico.

Le performance ricreate da alcuni programmi di intelligenza artificiale possono raggiungere un realismo stupefacente che entusiasma i fan, ma nel Paese asiatico infuria la polemica su quanto nel nome del solito “show must go on”, sia giusto, corretto ed etico resuscitare chi non c’è più. Oltre a questo, la creazione di nuove opere solleva anche questioni pratiche: chi sarà considerato titolare dei nuovi brani, il programmatore o l’intelligenza di un computer?

Quando è morto, nel 1996, Kim aveva solo 31 anni ed era all’apice della sua carriera dopo una serie di singoli di successo tra cui “A Letter From a Private”, “Song of My Life” e “In the Wilderness”. La sua morte fu uno shock fortissimo, accompagnato dal fiorire di teorie cospirative secondo cui non si era suicidato, ma ucciso per via del messaggio lanciato attraverso i testi delle sue canzoni. Ancora oggi, a quasi un quarto di secolo dalla morte, centinaia di suoi fan si ritrovano ogni anno a Daegu, nei pressi della casa dove Kim era cresciuto, in una via che il comune ha intitolato a suo nome. 

Così, quando la SBS ha annunciato che aveva in programma di affidare ad un sofisticato software gestito da un’intelligenza artificiale le immagini e la voce di Kim per “farlo rivivere”, i fan sono andati in delirio. Una clip promozionale diffusa lo scorso dicembre in cui si vede Kim cantare una ballad pubblicata nel 2002, sei anni dopo la sua morte, finora è stata vista su YouTube più di 145mila volte. E il video che racconta il processo tecnologico che ha reso possibile “riesumare” Kim ha raggiunto le 750mila visualizzazioni.

Secondo Nam Sang-moon, il produttore del programma, l’idea di una gara fra artisti scomparsi e altri in carne e ossa gli è venuta dopo aver visto un campione mondiale di videogame sfidare l’intelligenza artificiale. Il successo di share del programma ha fatto capire a Nam che il pubblico coreano era ormai pronto per qualcosa di coraggioso, e ha iniziato a mettere insieme le sei competizioni, compresa quella di Kim Kwang-seok.

La tecnologia utilizzata è la “SVS” (Singing Voice Synthesis), programma creato dalla “Supertone” in grado di imparare a ricreare qualsiasi voce e timbro vocale. Il sistema ha imparato 100 canzoni di 20 cantanti diversi prima che gli fossero inserite 10 canzoni di Kim Kwang-seok: ora conosce la sua voce al punto da imitarne alla perfezione lo stile e la pronuncia. In realtà, malgrado il programma sia presentato come una sorta di sfida, gli artisti che non ci sono più non gareggeranno contro un artista fisicamente presente, ma si esibiranno in duetti.

Ma le polemiche infuriano spaccando in due il Paese: da una parte chi crede che far rivivere un artista morto sia un divertimento innocuo, dall’altra chi altri teme che anche l’ultimo tabù stia per infrangersi nel nome dello spettacolo. In questo la Corea del Sud è considerata all’avanguardia, ma aumentano ogni giorno di più le richieste di una maggiore regolamentazione, che al momento non esiste.

A pochi giorni dal lancio di una petizione, più di 376mila persone firmato per chiedere punizioni più severe per i creatori di video deepfake, in particolare quelli che utilizzano i volti delle celebrità femminili per scopi pornografici. I ricercatori di “Deeptrace”, azienda con sede ad Amsterdam, hanno contato più di 14.000 video deepfake online nel 2019, scoprendo che per il 96% erano definibili video porno che utilizzavano le immagini di celebrità sudcoreane.

Replicare la voce e le movenze di qualcuno pone anche seri rischi, soprattutto se l’audio viene utilizzato in campagne di disinformazione e frode. Nel 2019, una banda di truffatori ha convinto un alto dirigente di banca a trasferire centinaia di migliaia di dollari su un conto, dopo aver ricreato la voce del suo capo utilizzando un software audio.

Lo scorso dicembre, il Ministero della Scienza, dell’Informazione e della Tecnologia della Comunicazione della Corea del Sud ha rilasciato la “National AI Ethical Guideline”, un documento che stabilisce gli standard di base per chi è coinvolto nello sviluppo e nelle applicazioni di Intelligenza Artificiale, tecnologia che dovrebbe essere “sviluppata e usata in modo etico come strumento per celebrare ed esaltare la vita umana”.

Nel caso di Kim Kwang-seok, la SBS ha ottenuto il consenso della famiglia dell’artista, che ricevuto una cifra non meglio precisata. Parti dello show saranno diffuse su YouTube dopo la messa in onda, e la nuova canzone di Kim non sarà pubblicata come singolo. Ma è solo questione di tempo.

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