Arrivano i testamenti 2.0

| Secondo alcuni esperti, potrebbe essere nata una professione del futuro: agenzie che si occupano di conservare dati e password, da fornire a persone di fiducia in caso di necessità

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Di Germano Longo
La casa in città ai figli, quello del mare ai nipoti, l’automobile ai fratelli. “Chi decide di fare testamento, si preoccupa unicamente di destinare ciò che possiede materialmente, ma nella quasi totalità dei casi, nessuno pensa a lasciare in eredità le proprie tracce elettroniche”. Da questo pensiero, che in realtà nasce dall’esperienza personale, Annette Adamska ha avuto un’idea così folgorante da trasformarsi in un nuovo mestiere: il curatore di pin, password, account e chiavi di accesso.

Per chi resta, un problema non da poco, visto che l’esistenza di chiunque si basa ormai sulle cinque cifre da digitare, con un massimo di tre tentativi possibili prima di bloccare tutto in modo irreparabile.

Annette, tutto questo l’ha vissuto di persona qualche anno fa, quando riceve una telefonata: la mamma Halina, mentre si trovava in viaggio in Austria, era stata vittima di un grave incidente stradale. Era viva, ma la colonna vertebrale compromessa per sempre.

Annette parte per l’Europa con il primo volo disponibile e organizza il rientro in America della mamma su un aereo attrezzato con destinazione New Jersey, dove ad attendere Halina c’è una clinica specializzata. Uno sforzo inutile: tre mesi dopo il ricovero, la mamma di Annette Adamska muore.

Straziata dal dolore, come spesso accade, la donna si trova a dover mettere mano nella vita della madre, come quella di chiunque fatta di lasciapassare elettronici. Di lei in realtà non sapeva nulla: come gestiva il suo denaro, se aveva stipulato un’assicurazione sulla vita, quali erano le password delle pagine social, dei conti correnti e di tutte le tracce elettroniche che seguono le nostre esistenze come dei barboncini fedeli.

Di fronte ad Annette il muro invalicabile della privacy, impossibile da scavalcare se non dopo enormi fatiche, autorizzazioni e perdite di tempo immenso.

Quando anche il lutto è elaborato, Annette si rende conto che tutto questo non era solo il problema di sua mamma, ma di chiunque sia al mondo, lei compresa. Un’esperienza che la spinge a creare “Back up your life”, la prima agenzia che si occupa di documentare e archiviare i dati delle vite elettroniche. Le informazioni che si possono affidare al servizio di “life and legacy organizer”, come si definisce Annette, sono le più disparate: mediche, legali, finanziarie, di lavoro, sui figli, gli animali domestici, i fondi pensionistici, gli investimenti, le assicurazioni, gli accediti, i debiti, i dati delle auto, le password e perfino i desideri “post-mortem”. Tutto quello che nel testamento dal notaio in genere non si racconta.

Dati che vengono conservati gelosamente e, in base alle disposizioni, in caso di necessità vengono rivelati unicamente alle persone indicate in precedenza, per aiutarle nella gestione delle incombenze previste dalla legge. “Ritengo sia importante che la gente conosca la mia storia, perché tutti sono convinti che certe cose possano succedere solo agli altri: io sono la prova che capitano a chiunque, e il motivo per cui è meglio farsi trovare pronti. Prima o poi moriremo tutti, ma possiamo rendere la nostra vita più facile ed efficiente partendo dal presupposto che non possiamo affidarci completamente al nostro cervello o alla memoria del nostro smartphone”.

Laureata in storia dell’arte e del teatro al “Wellesley College”, in Massachusetts, prima di “Back up your life” Annette lavorava per alcuni teatri Off-Broadway. Adesso tutte le sue energie sono per l’agenzia che ha organizzato pensando atutto: si inizia con un colloquio informale per scegliere fra due diverse formule: la prima a 345 dollari (495 per famiglie) che include un programma di valutazione e un incontro strategico con il coach, la seconda da 795 dollari (995 per le famiglie) che aggiunge più contatti con il coach e la possibilità no-limits di email.

Il target di chi si rivolge ad Annette sono persone fra i 30 ed i 40 anni: “Mi sono occupata di una donna che voleva assicurarsi del futuro del suo gatto, nel caso le fosse successo qualcosa”.

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