Mangiar fuori nel 2019

| Uno studio realizzato da TheFork e Doxa rivela i 7 trend più hot del 2019: chi mangia fuori casa ormai pretende vere esperienze gastronomiche e piatti sani e tracciabili

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“TheFork”, brand di TripAdvisor, piattaforma leader in Europa per le prenotazioni online di ristoranti, con un network di 54.000  locali a livello globale e 19 milioni di visite al mese, ha collaborato con “Doxa”, società internazionale di ricerche demoscopiche, per realizzare uno studio sulle tendenze della ristorazione previste nel 2019. Il report “Mangiare fuori nel 2019” ha messo in luce 7 principali tendenze nel settore della ristorazione in tutto il mondo per ordine di importanza:

Esperienze sensoriali

Negli ultimi anni, Instagram e altre app di condivisione fotografica hanno rivoluzionato il mondo del food. I ristoranti hanno persino creato cibo e bevande per massimizzare l’impatto sui social media. I ristoranti (in particolare l'industria dei servizi rapidi) creano piatti e bevande per sorprendere i clienti, soprattutto i millennial. Il risultato è che, in alcuni casi, l’attenzione si sta spostando dal gusto all’estetica. Il crescente interesse per i piatti fotogenici ha decretato la comparsa di “glitter eduli” in cocktail e pizze o ancora gli “Injectable Flavors”, dessert in cui si possono iniettare aromi, rendendo l’esperienza sempre più condivisibile.

Boom tecnologico

Il 95% dei ristoratori negli Stati Uniti afferma che la tecnologia migliora l’efficienza dei ristoranti: dall’uso dei droni nel delivery fino alla al check-out basato su app, i ristoranti integrano sempre più soluzioni tecnologiche nelle loro attività. In alcuni casi la tecnologia diventa parte dell’esperienza. “Robot.He”, ad esempio, è un ristorante di pesce fresco “robotico”: si trova nel supermercato “Hema” di Alibaba, a Shanghai. Una combinazione di nastri trasportatori, un braccio robotico e carrelli mobili gestiscono quasi tutto il lavoro dei camerieri, mentre il software li guida utilizzando codici QR inviati dal cliente per calcolare posti a sedere, ordini e pagamenti. Ma a parte questi casi “estremi”, c’è un vertiginoso aumento di strumenti tecnologici progettati per il catering sia nel back-end che nel front-end. Nel secondo caso si passa dai droni camerieri ai menu AR iperrealistici.

Una nuova trasparenza

I consumatori dei servizi di ristorazione pretendono sempre più trasparenza in termini di approvvigionamento, origini alimentari e metodi di coltivazione e trasformazione. In risposta, le aziende saranno portate ad avere più trasparenza su prezzi, stipendi e performance aziendali. Si porrà sempre più enfasi sul commercio equo e la diversità, nonché più attenzione aull’impatto ambientale. Le grandi catene di ristorazione sono destinate ad implementare sempre più eco-iniziative, mentre le piccole imprese cercheranno à soluzioni eco-compatibili per combattere lo spreco alimetare. Da questa tendenza emenrgono nuovi concept di ristorazione come imprese con la propria produzione (from the farm to the table) o addirittura ristoranti che creano menù con gli avanzi di generi alimentari (un esempio è “InStock” nei Paesi Bassi). I ristoranti vieteranno anche le cannucce di plastica con una spinta ecologica per eliminare gli sprechi e l'inquinamento, mentre gli imballaggi alimentari a base vegetale e compostabile iniziano a diffondersi sul mercato come ad esempio “Shareware”, contenitori per alimenti riutilizzabili.

Free-from extreme

I regimi alimentari basati sui soli vegetali, influenzeranno sempre più le politiche dei ristoranti, andando nella direzione di una strategia a zero rifiuti e di una sostenibilità sempre maggiore. Con la crescita del veganismo, l’intera industria della ristorazione (incluso il servizio rapido) inizia a introdurre nei menù sempre più offerte “free-from” (lactose free, meat free, gluten free ecc.). E anche il beverage si adatta, tanto che si inizia a parlare di “vegan wine pairing”. Questa tendenza porta a nuovi concept di ristorazione che combinano il veganismo con altri tipi di cucina, come ad esempio nel caso del ristorante coreano vegano, “saVeg”, lanciato negli Stati Uniti da una star di YouTube.

Non semplici pasti, ma esperienze

Nel complesso, i clienti, in particolare i millennial, preferiscono spendere il proprio denaro per un’esperienza piuttosto che per un semplice bene o servizio. Questo fenomeno continuerà nel 2019 e i ristoranti non faranno eccezione: quando si mangia fuori, si cerca un buon pasto ma anche un’esperienza gastronomica coinvolgente. Da qui nascono diversi format: dall’esperienza culinaria multisensoriale ai ristoranti pop-up permanenti o ancora “cene narrative”. Il marketing esperienziale porta alla nascita di formati originali, come i ristoranti a tema cartoon o serie TV.

Miglioramenti naturali e ristoranti sani

I “superfood” sono ormai richiestissimi anche al ristorante. Nella prima ondata del fenomeno, i locali hanno introdotto ingredienti sani nelle loro ricette e nel 2019, il fenomeno andrà ancora oltre, con l’introduzione nei piatti di ingredienti che  hanno effetti positivi su una o più funzioni dell’organismo: miglioramenti naturali per corpo e mente come ad esempio il collagene per la bellezza, la cannabis per il relax e karkadè per alleviare lo stress.

Crescente conoscenza del consumatore

I consumatori continueranno anche nel 2019 a pretendere di saperne di più su luoghi di produzione del cibo che mangiano. Tanto che nascono app che aiutano le persone a identificare ingredienti con cui non hanno familiarità. “Vita Mojo”, una catena di ristoranti con sede a Londra, crea pasti adatti al codice genetico personale dei clienti, attraverso una partnership con la società di analisi genetica canadese “DNAfit”.

Galleria fotografica
Mangiar fuori nel 2019 - immagine 1
Mangiar fuori nel 2019 - immagine 2
Tendenze
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