Al Qaeda promette nuove stragi

| L’organizzazione terroristica di Osama bin Laden è oggi molto ridimensionata, ma torna ad alzare la testa promettendo nuove azioni che colpiranno l’America

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Fra due giorni saranno passati 10 anni esatti dalla clamorosa uccisione di Osama Bin Laden, ucciso il 2 maggio 2011 dal “Team 6” dei Navy Seal nel complesso di ABbottabad dove si nascondeva.

Il suo nome e quello della sua rete terroristica, al Qaeda, hanno definito un’era per gli Stati Uniti che ha reso nulla qualsiasi politica antiterroristica precedente. Ma qualcosa sta cambiando: su ordine del presidente Biden, le truppe americane si apprestano al ritiro dall’Afghanistan, un’operazione da completare entro il ventesimo anniversario dell’11 settembre, la data che ha cambiato per sempre il mondo.

Ma proprio in queste ore al Qaeda è tornata a farsi sentire, ribadendo che la guerra contro l’America è tutt’altro che finita. In un’intervista esclusiva diffusa dalla CNN, un membro di al Qaeda che ha chiesto l’anonimato assicura che “la guerra contro gli USA continuerà su tutti gli altri fronti, a meno che non vengano espulsi dal resto del mondo islamico”.

Molto è cambiato in questi anni. Oggi, al Qaeda, che un tempo faceva tremare il mondo è molto ridimensionato, , ma è tutt’altro che scomparso. E ora assicura di pianificare un ritorno dopo che le forze americane lasceranno l’Afghanistan, coalizzandosi ancora una volta con i talebani.

Entro l’11 settembre di quest’anno finirà la guerra più lunga dell’America, che puntava a neutralizzare il gruppo terroristico, accompagnata dalle parole di Biden: “Bin laden è morto e al Qaeda è in frantumi. Ed è il momento di porre fine alla guerra eterna”.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken è dello stesso avviso: “Siamo andati in Afghanistan 20 anni fa perché siamo stati attaccati l’11 settembre e assicurarci di azzerare le reti terroristiche. E abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati”.

Un po’ ambiguamente, al Qaeda sostiene anche di non aver alcun interesse a usare l’Afghanistan come base per futuri attacchi, perché non ne ha più bisogno, ma si intesta il ritiro delle truppe americane come una vittoria: “Gli americani sono stato sconfitti: la guerra in Afghanistan ha giocato un ruolo chiave nel colpire al cuore la loro economia”. Una linea che riecheggia la retorica di bin Laden, secondo cui la Russia aveva sfiorato la bancarotta intestardendosi sull’Afghanistan. Il costo delle guerre al terrorismo degli Stati Uniti ha raggiunto i trilioni, ma gli attacchi dell’11 settembre non hanno portato al collasso economico.

Ma sono soprattutto le atrocità dell’Isis e gli attacchi nel cuore dell’Europa ad aver eclissato al Qaeda, che ora parla di un “silenzio tattico”. L’attuale leader del grppo terroristico, il meno carismatico Ayman al-Zawahiri, vive un’esistenza quasi virtuale e si fa sentire solo in rare uscite.

Biden sembra essere consapevole del potenziale dei talebani e della diffusione di al Qaeda, assicurando che “manterremo la capacità di sopprimere future minacce”.

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