Attentato a Vienna, l’Europa è sotto attacco

| Spari ed esplosioni segnalati in più punti della capitale austriaca. Un attentato più coordinato rispetto ai recenti episodi Parigi, Nizza e Lione, che fa tenere l’inizio di una nuova stagione del terrore

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A Vienna era l’ultima sera di “libertà” prima che scattasse la serrata imposta dal governo per contenere i contagi: intorno alle 20 i primi spari, seguiti da un’esplosione. Nel giro di pochi minuti, le agenzie di stampa battono le prime notizie frammentarie: si parla di almeno sette morti e di un attacco combinato in sei diversi punti della città. Il ministro dell’interno Karl Nehammer lancia un appello in televisione: non uscite di casa, siamo sotto attacco.

È una notte di terrore che passa con le unità antiterrorismo che danno la caccia ad un gruppo di terroristi di cui nessuno conosce il numero esatto, ma sui social arrivano le prime immagini filmate da alcuni cittadini della finestre. Un uomo vestito di bianco armato di mitra passa a passo svelto in una strada deserta: sul lato c’è un uomo a terra, nessuno sa chi sia. Il terrorista incappucciato gli spara un colpo di pistola, con una freddezza tale da mettere i brividi: una scena identica all’uccisione a sangue freddo di Ahmed Merabet, l’agente di polizia trucidato all’esterno della redazione di “Charlie Hebdo” nel gennaio 2015.

Ma c’è ben più di quell’indizio, a far pensare ad una regia del terrore che si sta facendo più sofisticata, anche se legata a filo doppio ad altri episodi recenti: Samuel Paty, il professore decapitato alla periferia di Parigi, l’assalto alla chiesa di Nizza costato la vita a tre persone per opera del tunisino Brahim Aoussaoui, e l’ultimo episodio, quello contro un prete ortodosso di Lione, tutti e tre per mano di “cani sciolti”, anche se quasi sicuramente filoguidati da cellule dormienti che qualcosa, o qualcuno, ha deciso di scatenare nel momento in cui l’Europa è più debole, piegata in due dalla pandemia.

Il bilancio della notte di Vienna si chiude per adesso con tre morti, due uomini e una donna, un terrorista ucciso dalla polizia e diversi feriti gravi che lottano fra la vita e la morte negli ospedali. Il terrorista, ammette il capo della polizia Gerhard Puerstl nel corso di una conferenza stampa notturna, era un austriaco, “una persona radicalizzata simpatizzante dell’Isis: era armato con una cintura esplosiva e aveva con sé una borsa piena di munizioni: è stato ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia”. Il centro di Vienna sarebbe tutt’ora blindato per un’imponente caccia all’uomo: almeno un altro terrorista sarebbe in fuga.

I primi colpi sulla centralissima Seitenstettengasse, noto punto di ritrovo della vita notturna viennese su cui si affaccia una sinagoga che già nel 1981 era stata vittima di un attentato. Altri colpi riecheggiano poco dopo in Schwedenplatz, sulle rive del Danubio: “Sparavano a caso dentro i locali”, raccontano diversi testimoni, mentre in rete circola la foto di uno degli attentatori accompagnata da una scritta che giura fede al nuovo capo dello stato Islamico, Al-Qurashi, il successore di al-Baghdadi. Ma al momento, non c’è ancora alcuna rivendicazione ufficiale.

E in Europa torna l’aria pesante prevista dagli esperti dopo la rabbia di Erdogan e le segnalazioni di diversi Imam che da settimane chiedevano di entrare in azione e colpire gli infedeli: è forse l’inizio di una nuova stagione del terrore che colpisce a caso, il secondo virus che colpisce l’Europa.

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