Caccia all'uomo nella casbah di Strasburgo

| E' ferito il terrorista che ieri sera ha aperto il fuoco contro la folla del tradizionale mercato di Natale. In fuga su un taxi, rastrellati i quartieri etnici. Azione non pianificata, nata da perquisizione della polizia per reati comuni

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di L'ATENIESE*

Abbiamo aspettato alcune ore prima di raccontare l’evolversi della sparatoria di Strasburgo, con un allarme tuttora in corso poiché il terrorista islamico, forse ferito, non è stato ancora arrestato dalle forze speciali francesi. Ha ucciso tre persone e ne ha ferito 11, di cui 3 sono in gravi condizioni. Tra loro anche un reporter italiano. Non si era ancora certi della matrice, in quanto il ricercato ha precedenti per reati comuni. Anche l’inizio della sera di terrore nel centro della città, tuttora blindata, è anomalo: gli agenti della polizia lo stavano cercando per arrestarlo in seguito a un'inchiesta su una rapina avvenuta tempo fa. Ma Cherif C., 29 anni, di origine algerina, nato però in Alsazia, era schedato da tempo tra i criminali radicalizzati. La sintesi è che siamo di fronte a un fenomeno non nuovo: terroristi che hanno un passato da delinquenti comuni e che in carcere si sono radicalizzati in seguito a una propaganda jihadista particolarmente efficace.

Cherif C.


TORNA IL TERRORISMO ISLAMICO

Il ritorno del terrorismo islamico, in una Francia travolta dai gilet jaune, getta ombre profonde anche sulla stessa tenuta del governo. Ieri notte il presidente Macron ha lasciato di corsa un banchetto natalizio per raggiungere l’Eliseo e seguire in prima persona l’evolversi della situazione, con i parlamentari europei tenuti al sicuro all’interno del parlamento stesso, mentre la polizia ha invitato le persone a restare chiuse in casa o all’interno dei locali pubblici dove si trovavano. Diverse operazioni di polizia e perquisizioni sono state effettuate durante tutta la notte, in particolare nel distretto di Neudorf dove 350 poliziotti e gendarmi stanno cercando il sospetto che ha ucciso tre persone e ferito altre undici, di cui cinque gravemente. Cherif C. risiedeva a Hohberg, nel quartiere Koenigshoffen di Strasburgo, un’area dove vive un folta colonia di immigrati di seconda generazione. E’ stato condannato nel 2011 a due anni di prigione per aggressione a mano armata. L’elemento scatenante, che esclude una forma di premeditazione della sparatoria di massa, è stata una perquisizione a casa sua nell'ambito di un'indagine dei gendarmi non collegata al terrorismo.

FUGA IN TAXI

È sceso in strada e ha aperto il fuoco nelle strade del centro dove c’erano i banchetti natalizi, seminando morte e terrore tra i passanti. Tra le vittime, secondo una prima valutazione, anche due donne e un uomo. È stato ferito in una sparatoria con i soldati del sistema Sentinel nel corso dell'attacco terroristico. Per fuggire ha scelto un taxi: minacciando il tassista con la pistola ma lo ha lasciato in vita: “E’ ferito…S’è fatto portare portare a Neudorf, poi è sceso ed è scomparso nella notte”. L’uomo è stato a lungo interrogato dalla polizia che ha voluto sapere tutti i dettagli di un tentativo di fuga per ora riuscito. Stamane Strasburgo tenta di ritornare alla normalità. Le scuole, i collegi e i licei saranno aperti, sotto lo stretto controllo di ingenti forze di polizia, ma il mercato di Natale sarà chiuso e il sindaco Roland Ries ha dichiarato una giornata di lutto cittadino. Tutti gli spettacoli sono annullati. ll prefetto ha dovuto emanare durante la notte un'ordinanza che vieta qualsiasi manifestazione, per consentire alla polizia di dedicarsi interamente alla ricerca del sospetto. Un chiaro messaggio ai Gilet Jaune che avevano annunciato un presidio di fronte al Parlamento Europeo nelle prime ore di oggi. I parlamentari sono stati tenuti all’interno del palazzo sino alle 3 di notte.

LA RETE CLANDESTINA ISIS

Sin qui la cronaca. Ma è già possibile tracciare un’analisi di quanto accaduto. E’ chiaro che la pressione Isis, il cui sistema di comunicazione è stato in pratica smantellato durante le ultime operazioni in Siria, con il Califfato praticamente spazzato via dalle forze russe e lealiste di Assad, continua a lanciare parole d’ordine via web per indurre i terroristi a colpire in Occidente, con azioni isolate e improvvise, come le stragi con i camion lanciati sulla folla, le sparatorie, la pianificazione di attacchi con esplosivi. Ma l’azione di Strasburgo risulta anomala. Se non ci fosse stata la perquisizione della polizia, Cherif C. non sarebbe entrato in azione con le modalità di un terrorista islamico: segno di una reazione improvvisa, una specie di vendetta anti-sistema, sintomo di un malessere più generale. Le modalità sono quelle di un lupo solitario Isis, un altro sintomo: ormai è chiaro che colpire le masse indifese, nonostante l’aumento delle misure di sicurezza, è comunque assai facile. Lo dimostrano le azioni in Belgio, Francia, Olanda, Germania e Inghilterra, dove la Jihad è più da tempo radicata e organizzata.

UN UOMO INVISIBILE

Cherif C. non frequentava moschee, non si vestiva secondo la tradizione, non utilizzava facebook per esternare le sue convinzioni, ma era in contatto con i nuclei terroristici che hanno base nelle carceri e che hanno creato una rete di assistenza e di aiuto per gli ex detenuti, in cambio della loro militanza. È una rete clandestina finanziata da oscuri canali legati ai governi arabi del golfo, assiste le famiglie degli jihadisti imprigionati, paga le spese legali, finanzia la logistica degli attentati e mette a disposizione rifugi sicuri per chi è a rischio arresto. È probabile che Cherif C. sia ora in una delle basi di Neudorf, curato da medici legati all’organizzazione. Se così fosse, non sarà facile stanarlo in poco tempo. La caccia all’uomo continua.

 

*Esperto di terrorismo internazionale e di Medio Oriente
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