Cesare Battisti pronto allo sciopero della fame

| L’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo, lamenta il trattamento a cui è sottoposto nel carcere di Rossano, dove sconta l’ergastolo nel padiglione dei jihadisti

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Dal settembre dello scorso anno, Cesare Battisti è rinchiuso nel reparto dove si concentrano jihadisti del carcere di Rossano, in Calabria. Sottoposto a isolamento ininterrotto, l’ex terrorista ha lanciato un appello alla giustizia italiana dettato ad una delle figlie nel corso della telefonata mensile a cui ha diritto:  “Sono fisicamente e mentalmente provato, non mi resta che dichiarare lo sciopero della fame. Sono l’unico prigioniero estraneo al jihadismo che si trova nel padiglione di massima sicurezza riservato agli accusati di terrorismo islamico. Una situazione insopportabile che mi priva di ogni attività, compresa la possibilità di camminare fuori dalla cella, una minuscola gabbia dove un raggio di sole non entra mai. Il padiglione Isis è una flagrante violazione delle norme nazionali ed europee che garantiscono la dignità del recluso: qui non c’è attività di riabilitazione o integrazione sociale, e la struttura stessa è concepita al solo scopo di punire, una vera e propria tomba dove neanche un prete prova ad entrare. Ora, al termine delle mie forze fisiche e mentali, affetto da patologie croniche, non mi resta che dichiarare lo sciopero della fame affinché venga applicata la sentenza della Corte d’Appello di Milano che afferma che io possa entrare in carcere per intraprendere il legittimo percorso di reinserimento sociale previsto dalla legge, in un ordinario regime comunitario, come dovrebbe essere il caso di un condannato a 40 anni da fatti che non rappresentano un problema di ordine pubblico o antisociale".

Cesare Battisti, condannato in contumacia all’ergastolo per quattro omicidi, è stato arrestato in Bolivia il 12 gennaio 2019 ed estradato in Italia pochi giorni dopo: rinchiuso prima nel carcere di Oristano, è stato trasferito in quello di Rossano, in provincia di Cosenza. Il 25 marzo del 2019, per la prima volta, si è dichiarato colpevole di tutti i reati per cui è stato condannato, chiedendo scusa ai familiari delle vittime.

Terrorismo
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