E ora Manning rischia decenni di carcere

| Ha cambiato sesso e ha cambiato il nome da Bradley a Chelsea. Si rifiuta di rispondere alle domande dei giudici nel processo a Wikileaks. Ha già scontato 7 anni di carcere. Perché "protegge" Assange?

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Bradley Edward Manning, l’ex militare analista dell'intelligence Usa, 33 anni, che passò 95mila 486 documenti segreti sulla guerra in Afghanistan, 391.832 file sulla guerra in Iraq, 251.287 cablo della diplomazia Usa e 779 schede segrete dei detenuti di Guantanamo torna in carcere. Nel drattmpo ha cambiato sesso e ha ssunto il nome di Chelsea. I documenti segreti del governo americano finirono a Wikileaks, creando un danno enorme alla sicurezza dell’Occidente e mettendo anche in pericolo la vita degli agenti di cui aveva rivelato nomi e sedi, poi diffusi da Julian Assange torna in prigione perché s’è rifiutata di rispondere alle domande del Grand Jury di Alexandria, in merito ai file che 9 anni fa passò a WikiLeaks. Condannata a 35 anni per spionaggio, ne ha scontato solo 7 grazie a Obama che la scarcerò motu proprio. Secondo i giudici, è un oltraggio alla corte e pertanto va punito con la detenzione di durata non meglio indeterminata “fino a quando non cambierà idea oppure fino a quando l'inchiesta del Grand Jury non sarà chiusa”. E’ una persona fragile, che ha cambiato sesso dopo un lungo travaglio interiore e che per due volte, quando era detenuta in una prigione militare, aveva tentato il suicidio. L'anno scorso, mentre era ospite a Milano del Wired Festival, Chelsea avrebbe tentato di nuovo il suicidio, cercando di lanciarsi da una finestra, rinunciando però all’ultimo momento.

L’indagine degli giudici della Virginia è iniziata nove anni fa con il chiaro obiettivo di far pagare ad Assange le sue responsabilità sul travaso di documenti, compreso il il video “Collateral Murder”, da cui l’equipaggio di un elicottero americano Apache sparava su civili inermi a Baghdad, tra le risate dei militari.

Fin dal 2010, le autorità americane hanno provato a incriminare Assange e la sua organizzazione per queste pubblicazioni ma è incerta la posizione giuridica di WikiLeaks, in quello stretto imbuto in cui confluiscono sicurezza, spionaggio e libertà di espressione. 

Uno degli ex avvocati di Chelsea Manning è diventato un teste-chiave e sta ricostruendo ogni passaggio di un’operazione criminale e devastante per la coalizione. E l’ex soldato Manning rischia di restare in cella per decenni.

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