Il killer della Nuova Zelanda: sono innocente

| Brenton Tarrant sfida il tribunale ribandendo la propria innocenza sulle stragi alle due moschee di Christchurch. Secondo le perizie psichiatriche è in grado di sostenere il processo

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Nella prima udienza in Tribunale che lo vede alla sbarra per la terribile strage alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, Brenton Tarrant si è dichiarato “non colpevole”. Sulla testa del 28enne australiano pesano la morte di 51 persone e il ferimento di altre decine nel corso dei due attacchi del 15 marzo scorso, quando prese di mira due mosche filmando la strage con una telecamera: il primo alle 13:40 ora locale alla moschea di Al Noor, il secondo 11 minuti dopo al centro islamico Linwood, ambedue affollati di fedeli riuniti per la preghiera del venerdì.

Vicino agli ambienti neofascisti, l’autore della più grave strage nella storia della Nuova Zelanda aveva scritto sui calci delle sue armi i nomi di coloro che considerava dei veri eroi, fra cui l’italiano Luca Traini, il giovane che a Macerata aveva sparato contro alcuni immigrati per vendicare la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi.

Attraverso il suo avvocato, Tarrant si è dichiarato non colpevole di tutti i capi d’imputazione, comprese le accuse di strage per fini terroristici e le 40 imputazioni per tentato omicidio. Per contro, il tribunale lo ha informato che le secondo perizie e le valutazioni psichiatriche effettuate in carcere, è ritenuto mentalmente in grado di sostenere il processo, il cui inizio è fissato per il 4 maggio del prossimo anno.

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