Il killer delle moschee di Christchurch si dichiara colpevole

| Un anno fa, Brenton Tarrant ha fatto irruzione in due moschee uccidendo 51 persone: si è sempre dichiarato innocente, ma poche ore ha cambiato strategia ammettendo la colpevolezza di tutti i 92 capi d’accusa

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A poco più di un anno da quella che è ricordata come la strage di Christchurch, il principale e unico indiziato Brenton Tarrant ha deciso di dichiararsi colpevole. È un colpo di scena del tutto inatteso, vista l’inamovibile certezza di essere nel giusto sempre dimostrata dal folle killer che il 15 marzo di un anno fa ha messo a ferro e fuoco la tranquilla Christchurch, in Nuova Zelanda, prendendo di mira due moschee in cui ha ucciso 51 persone e ferito altre 47.

Tarrant, un ex personal trainer vicino a organizzazioni di estrema destra, ha trasmesso in diretta su Facebook i 17 agghiaccianti minuti del doppio attacco: è stato fermato 36 minuti dopo da un’auto della polizia che lo ha speronato costringendolo fuori strada. Arrestato, si è sempre dichiarato non colpevole dei 92 capi d’accusa, tra cui 51 per omicidio, 40 per tentato omicidio e una ai sensi del “Terrorism Suppression Act”, fermamente convinto che gli immigrati sono soltanto invasori che vogliono sostituirsi alla razza bianca.

Dal penitenziario di Auckland in cui è rinchiuso, in collegamento audiovisivo con l’Alta Corte di Christchurch, Tarrant ha annunciato di dichiararsi colpevole di tutti i capi d’accusa. Il suo ritorno in tribunale è previsto per maggio, ma la polizia neozelandese ha annunciato l’intenzione di attendere la possibilità di costituirsi per tutte le famiglie delle vittime, cosa che potrebbe essere ritardata per via della pandemia.

Una scelta, quella di Tarrant, probabilmente suggerita dalla difesa per mitigare quanto più possibile la pena: secondo la legge neozelandese, il reato di omicidio prevede l’ergastolo e un minimo di 10 anni di reclusione prima di avere diritto alla libertà vigilata.

Ahmed Khan, che era all’interno del Linwood Islamic Center di Christchurch durante l’attacco, ha detto di aver avuto notizia della dichiarazione di Tarrant in una e-mail inviata dalla corte alle vittime giovedì mattina. “È sorprendente, ma sono felice che si dichiari colpevole di tutte le accuse, così non saremo costretti a vedere la sua faccia per un lungo processo”.

Le vittime sono state falciate dalle pesanti armi da fuoco con cui era equipaggiato Tarrant in due moschee, la Al Noor e il Linwood Islamic Center. Altre due persone sono morte poco dopo in ospedale. Meno di un mese dopo la strage, il parlamento neozelandese ha votato per modificare le leggi sul possesso delle armi da fuoco nel Paese vietando per legge quelle semiautomatiche di tipo militare.

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