Il misterioso omicidio del leader di al-Qaeda

| Abu Mohammed al-Masri sarebbe stato ucciso insieme alla figlia il 7 agosto scorso, ma la notizia è stata tenuta nascosta fino a poche ore fa. Era considerato il più importante stratega del gruppo terroristico

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La notte del 7 agosto, diversi colpi d’arma da fuoco hanno rotto il silenzio di un quartiere borghese a nord di Teheran.

A bordo di una Renault bianca, c’erano un uomo di mezza età e una donna più giovane. Entrambi erano morti, colpiti da almeno quattro colpi d’arma da fuoco. Un proiettile aveva colpito un’auto parcheggiata. Secondo le agenzie di stampa iraniane, i due assalitori erano in sella ad una moto, e subito dopo la sparatoria si sono dileguati facendo perdere le proprie tracce.

Nel giro di poche ore i media iraniani riportavano la notizia del duplice omicidio di un accademico libanese di nome Habib Dawood, legato al gruppo libanese Hezbollah, e di sua figlia Maryam. Nessuna spiegazione sui motivi del misterioso agguato e nessun accenno a possibili piste seguite dalla polizia per individuare i killer.

La storia del duplice omicidio si è come cristallizzata per mesi, senza che nessuno ne parlasse più. A metà ottobre, sui social, inizia a diffondersi una teoria secondo cui le due vittime non erano libanesi, ma una delle figure più importanti di al Qaeda, su cui pendeva una taglia da 10 milioni di dollari - Abu Mohammed al-Masri - e sua figlia Miriam, la vedova del figlio di Osama bin Laden, Hamza.

Basta poco per scoprire che di Habib Dawood, il presunto accademico, non esiste traccia da nessuna parte, e i sospetti si infittiscono quando emerge che non c’è stato alcun elogio funebre né per lui né per sua figlia. A metà ottobre, un account Twitter chiamato “AnbaJassim” – che presumibilmente fa capo ad un giornalista freelance degli Emirati Arabi Uniti - ha postato un tweet secondo cui le vittime erano Abu Mohammed al-Masri e sua figlia Miriam, di 27 anni. Secondo la fonte, a dare conferma della loro identità sarebbero stati alcuni jihadisti.

Due settimane dopo, l’agenzia “Shamshad News”, che si definisce un’emittente radiofonica e televisiva afghana, ha confermato che al-Masri era stato ucciso a Teheran, ma le autorità iraniane avevano scelto di non rivelare la notizia.

Due giorni fa, un alto funzionario dell’antiterrorismo ha dato la conferma: “Abu Muhammad al-Masri è morto”. Il primo a darne notizia negli Stati Uniti è il “New York Times”, che riporta le dichiarazioni di alcuni funzionari, secondo cui a pianificare e compire l’attacco sarebbe stato “Mossad”, i servizi segreti israeliani.

E se il Primo Ministro israeliano si è rifiutato di commentare la notizia, il portavoce del Ministero degli Esteri Saeed Khatibzadeh, ha letto una dichiarazione in cui sostiene che Washington e Tel Aviv “diffondono menzogne per ritrarre l’Iran associato a questi gruppi terroristici. I media non devono essere una tribuna per diffondere e trasmettere le menzogne inventate intenzionalmente dalla Casa Bianca contro l'Iran”.

La morte di Al-Masri, il cui vero nome era Abdullah Ahmed Abdullah, priva al-Qaeda di uno dei suoi migliori pianificatori e dei suoi uomini più esperti. Egiziano, 57 anni, si pensa sia stata la mente degli attacchi alle ambasciate americane a Nairobi e Dar es Salaam il 7 agosto 1998, e quello del 1998 all’ambasciata americana di Nairobi.

Insieme ad altri membri di al-Qaeda si era trasferito a Teheran dopo gli attentati dell’11 settembre, trascorrendo molti anni in prigione o agli arresti domiciliari. Nel 2005 sua figlia Miriam ha sposato Hamza bin Laden a Teheran: alcune riprese del matrimonio sono state rinvenute nel complesso di Abbottabad, dove Osama bin Laden è stato ucciso sei anni dopo dalle forze statunitensi.

Secondo Ali Soufan, ex investigatore dell’FBI esperto su al Qaeda, al-Masri aveva rifiutato la proposta iraniana di tornare in Egitto: nel 2015 è stato rilasciato nel quadro di un accordo che l’Iran ha raggiunto per ottenere la libertà di un diplomatico iraniano rapito da al-Qaeda nello Yemen.

Diversi analisti continuavano a vedere al-Masri come un possibile successore al-Zawahiri, che pare versi in cattive condizioni di salute o che secondo alcuni potrebbe essere morto.

Sulla rivista del Centro per la lotta al terrorismo, si legge: “Nel corso della sua esistenza, ogni volta che al-Qa`ida si è evoluta, Abu Muhammad al-Masri è stato in prima linea nel cambiamento. Per via dei gravi problemi cardiaci di al-Zawahiri il gruppo potrebbe essere sul punto di compiere il secondo trasferimento di leadership nella sua storia. Ma con la sua morte, Al Qaeda ha perso uno dei suoi padri fondatori e il suo più esperto pianificatore operativo. Ma che sia stato ucciso il 7 agosto, nell’anniversario degli attentati del 1998, è stata una giustizia poetica”.

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