Il Natale che non c’è per gli italiani scomparsi

| Silvia, Luca, Raffaele, Antonio, Vincenzo, Paolo, Luigi: sono i nomi degli italiani di cui si è persa ogni traccia. Le indagini vanno avanti, ma il tempo passa e la paura cresce

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Per tante famiglie è soltanto un altro giorno di angoscia mista a speranza, ben diverso dall’idea comune del Natale. A viverlo sono i parenti dei tanti italiani che mancano all’appello, inghiottiti da un nulla che non restituisce niente e non lascia pace. Le loro vicende e i loro nomi li sanno ormai tutti, sono ben conosciuti: Silvia Romano, Padre Dall’Oglio, Padre Maccalli, Luca Tacchetto, Raffaele e Antonio Russo, Vincenzo Cimmino. Tutti scomparsi in paesi difficili dove erano arrivati per motivi diversi, chi nella speranza di portare la fede dove regna la violenza, chi la voglia di conoscere il mondo, chi con l’idea di aiutare i meno fortunati.

Anche in quello che per tutti noi sembra silenzio, c’è il lavoro incessante delle procure, dei consolati e delle forze dell’ordine, ma l’unica cosa che possiamo fare per tutti loro, è far sì che su quei nomi non si spengano i riflettori. E sperare che tornino a casa, prima o poi.

Di Silvia Romano, la volontaria milenese 24enne, non si sa più nulla da 20 novembre dello scorso anno: una squadra addestrata e armata l’ha rapita dal piccolo villaggio kenyano in cui viveva. Oltre un anno di indagini difficili, di notizie che sembravano dover arrivare da un momento all’altro e invece sgonfiate una dopo l’altra. Secondo le poche notizie che filtrano potrebbe essere tenuta prigioniera in Somalia, forse sposata a forza a qualcuno, forse ostaggio di un gruppo jihadista.

Un destino che accomuna Luca Tacchetto e la sua fidanzata canadese Edith Blais, scomparsi il 16 dicembre dello scorso anno in Burkina Faso, dov’erano di passaggio prima di raggiungere il Togo e dare una mano a creare un villaggio. Su di loro non ci sono notizie ufficiali da oltre un anno.

Dal 30 gennaio dello scorso anno non si sa più nulla neanche di Raffaele e Antonio Russo, padre e figlio, spariti insieme al nipote Vincenzo Cimmino in Messico, dove vendevano generatori elettrici. Secondo le poche ricostruzioni sarebbero incappati in un feroce cartello della droga.

Nessuna notizia neanche da Padre Paolo Dall’Oglio e Padre Luigi Maccalli, i due sacerdoti svaniti nel nulla in momenti diversi: il primo nel luglio del 2013 a Raqqa, in Siria, poco prima di incontrare un uomo dell’Isis con cui voleva trattare il rilascio di un prigioniero. Padre Maccalli, 57 anni, è invece sparito in Niger nel settembre dello scorso anno, e secondo alcune fonti sarebbe stato sequestrato da un gruppo jihadista. Di loro non si sa più nulla.

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