Irlanda: torna l’incubo dell’Ira

| Scoppiano le tensioni fra manifestanti e la polizia a Derry: uccisa una giornalista di 29 anni. Per la polizia si tratta di terrorismo

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Per la polizia, il nome di Lyra McKee, 29 anni, giornalista investigativa di Belfast, si aggiunge agli oltre tremila morti di “The Troubles”, com’è chiamata la “guerra a bassa intensità” che fra gli anni Sessanta ed i Novanta ha infiammato l’Irlanda. Una guerra che sembrava finita, esaurita, addirittura con un atto formale del 28 luglio 2005, quando l’IRA (Irish Republican Army) annuncia la fine della lotta armata. Non valeva per tutti: gli scontri, i morti e le bombe continuano. L’ultima il 19 gennaio scorso a Darry: un’autobomba che non causa vittime solo perché una telefonata anonima l’annuncia per tempo. Ma mette i brividi perché ad annunciarla è la “New Ira”.



Ieri sera a Derry, la paura è tornata: gente incappucciata che tirava bombe carta e pietre verso la polizia, auto in fiamme e una sparatoria, quella che è costata la vita alla giovane reporter, convinta di aver trovato riparo dietro un’auto della polizia e invece raggiunta da diversi colpi d’arma da fuoco. Era iniziato tutto per una serie di perquisizioni nelle zone di Mulroy Park e Galliagh, ancora per la bomba di gennaio, ma la gente ha invaso le piazze, esattamente come aveva fatto durante le rivolte della “Easter Rising”, la Pasqua di sangue dell’aprile del 1916 che avrebbe dato il via ideale a decenni di scontri.

Mark Hamilton, capo della polizia, non può che ammettere quello che tutti sospettano: “Stiamo trattando questa morte come un attentato terroristico: è stata aperta un’inchiesta sull’omicidio”.

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Terrorismo
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