Isis: la squadra della morte

| Due medici britannici entrati nelle file dell’Isis sono accusati di torture e atrocità: asportavano organi e realizzavano esperimenti chimici come i nazisti. Secondo l’intelligence guidavano una squadra di tortura in Siria

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Era il 2014: Issam Abuanza, 40 anni, una moglie e due figli ad aspettarlo a casa, medico a Sheffield, in Inghilterra, decide di mollare tutto quel che ha per unirsi all’Isis. Secondo i rapporti dell’intelligence britannica, lo aspetta il ruolo di “ministro della salute” dello Stato islamico. In Siria incontra Mohammad Anwar Miah, 40 anni anche lui, farmacista di Birmingham che fatto la stessa scelta di vita.

I due, si scopre solo adesso, diventeranno una sorta di emuli di Josef Mengele, il tristemente celebre “dottor morte” di Auschwitz, autore di atroci esperimenti sui prigionieri del campo di concentramento nazista.

Diversi testimoni hanno raccontato la brutalità dei due medici inglesi, che asportavano organi da prigionieri indifesi, destinati ad essere trapiantati su jihadisti feriti o venduti sul mercato nero per finanziare il terrore. Quello che non serviva veniva gettato nelle celle degli altri prigionieri, per mostrare loro il destino che li attendeva. Altre volte, i prigionieri venivano rinchiusi in stanze piene di corpi smembrati: qualcuno impazziva, altri preferivano togliersi la vita da soli.

L’équipe medica guidata da Abuanza e Miah, composta da una decina di persone, è stata accusata di aver eseguito test chimici sui prigionieri, fra il 2014 e il 2017. Il gruppo di attivisti siriani “Sound And Picture”, ha mosso una serie di accuse sconcertanti, che mettono a nudo ancor di più la sete di sangue dell’Isis. Aghiad al-Kheder, co-fondatore del gruppo: “Lo Stato islamico doveva dimostrare di essere un governo e non un gruppo radicale, quindi ha nominato diversi ministri: Issam era il ministro della sanità, il che significava che era responsabile di tutto ciò che riguardava la salute”.

La macabra figura di Abuanza diventa subito nota per la crudeltà: “Ha scelto Mohammed Anwar, perché aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse”. Insieme, i due medici britannici avrebbero eseguito i loro atroci esperimenti negli ospedali delle ex roccaforti Isis di Mayadin e Deir Ezzor. “Anwar è stato coinvolto nel traffico di organi: hanno sperimentato la tortura con sostanze chimiche, ma non sappiamo per quali scopi. Si era rammaricato per la morte troppo veloce di Muad Kasasbeah, il pilota giordano catturato e arso vivo in una gabbia nel 2015”.

Issam Abuanza è riuscito a sfuggire alla cattura, si pensa che abbia trovato rifugio in alcune grotte vicino al villaggio di Baghouz: su di lui pendono diversi mandati di cattura internazionali. Mohammad Anwar Miah è invece detenuto dalle forze di opposizione curde insieme ad altri sei inglesi, tra cui due sospetti membri della famigerata banda dei “Beatles” che hanno decapitato diversi ostaggi occidentali. Nel febbraio di quest’anno, Miah ha affermato di essere innocente, spera di essere riportato presto in Gran Bretagna e restituito alla sua vita: “Sono venuto in Siria con scopi umanitari, non ho preso parte ad alcuna atrocità, non ho incitato all’odio e non ho mai ucciso o ferito nessuno”. Ma perfino la sua famiglia ha rifiutato di commentare.

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