Parigi, fra lockdown e terrorismo

| La capitale francese, stretta nella morsa della pandemia, diventa lo scenario per il 33esimo attentato terroristico dal 2015. Vittima un professore, decapitato perché aveva mostrato ai suoi studenti le vignette su Maometto

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Quattro persone, fra cui un minore, sono state arrestate nella notte perché collegate alla morte di Samuel Paty, 47 anni, insegnante orribilmente decapitato da un 18enne nato a Mosca ma di origini cecene, a sua volta ucciso dalla polizia dopo un inseguimento durato pochi minuti, sufficienti al killer per postare sui social alcune immagini della scena.

L’agguato, che fa ripiombare nella paura del terrorismo una Parigi alle prese con il coprifuoco per il coronavirus, è avvenuto intorno alle 17 a Éragny-sur-Oise, una delle tante banlieu parigine dove odio e rabbia covano sotto la cenere.

La procura ha confermato che la vittima era un insegnante di storia e geografia in un liceo di Conflans-Sainte-Honorine aggredito con un lungo coltello da cucina dal giovane. Di recente, il professore aveva mostrato ai suoi studenti le controverse caricature che ritraggono il profeta Maometto, mentre in classe si affrontava la libertà di espressione citando il caso della strage del settimanale satirico “Charlie Hebdo”. Secondo il quotidiano “Le Monde”, alcuni genitori di famiglie musulmane si erano lamentati con la scuola per la scelta dell’insegnante. 

Il presidente francese Emmanuel Macron, giunto sul luogo dell’omicidio, ha definito il gesto “un attacco islamista: il professore è stato ucciso perché insegnava agli studenti la libertà di parola e la possibilità di credere o non credere”.

La polizia ha fornito pochi altri dettagli sull’aggressore, sulla vittima o sulle dinamiche dell’agguato: non è ancora chiaro se l’attentatore indossasse un giubbotto esplosivo, come dichiarato da alcuni testimoni, mentre è certo che non si trattava di un soggetto a rischio radicalizzazione segnalato all’intelligence.

Si tratta del 33esimo attentato sul suolo francese, ed è legato alla serie di atti terroristici iniziati nel gennaio 2015 con il massacro della redazione di Charlie Hebdo, di cui proprio in queste settimane è in corso il processo.

Tutto questo, mentre su Parigi e l’intera regione scattava il coprifuoco per tentare di attenuare la curva dei contagi: per quattro settimane, sulla capitale francese scatterà il silenzio dalle 21 alle 6 del mattino.

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