Primi contatti con i rapitori di Luca ed Edith

| L’ipotesi che va rafforzandosi è che il giovane vicentino e la sua fidanzata canadese siano nelle mani di un gruppo terroristico che pretende un riscatto. Il premier Trudeau rassicura la famiglia della ragazza: è ancora viva

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A riaccendere le speranze sulla sorte di Luca Tacchetto e della sua compagna Edith Blais è stato il premier canadese Justin Trudeau: “Da ciò che mi è stato riferito, Edith è viva. Comprendiamo quanto terribile sia questa situazione per la famiglia, per la comunità e per tutto il Canada”. Alle domande dei giornalisti per conoscere ulteriori dettagli, Trudeau ha preferito rimanere sul vago, non chiarendo che tipo di azioni ha in atto il governo per riportare a casa la giovane, anche per non mettere a repentaglio la vita dei due ostaggi ed eventuali trattative in corso. Nelle stesse ore, il Ministro dello Sviluppo Internazionale Marie-Claude Bibeau e la sua collega degli Affari Esteri, Chrystia Freeland, hanno incontrato la madre e la sorella di Edith Blais. Al termine dell’incontro, il ministro Bibeau ha commentato con poche parole la domanda se è plausibile pensare ad un sequestro: “Tutte le opzioni sono ancora sul tavolo. La nostra è stata una conversazione tra “madri”: abbiamo parlato molto di Edith. La mamma e la sorella sono due donne straordinarie e molto forti, e credo che le azioni del nostro governo le abbiano rassicurate”.

Parole che smorzano un po’ la tensione per un’altra notizia poco incoraggiante che arriva dalle stesse zone: lo scorso mercoledì è stato ritrovato il cadavere crivellato di colpi di Kirk Woodman, un geologo canadese: lavorava per la “Vancouver Progress Mineral”, e quando era stato sequestrato da un gruppo di estremisti si trovava nei pressi della miniera di Tiabongou, a circa 20 km da Mansila, sempre in Burkina Faso.

Intanto si rafforza sempre più l’ipotesi che Luca ed Edith siano vittima di un rapimento: secondo alcune indiscrezioni, a Roma e Ottawa sarebbe una richiesta di riscatto, e sono in corso verifiche per stabilire l’attendibilità. Ma sembra ormai chiaro che i due giovani siano finiti nelle mani di un gruppo criminale che agisce nel Burkina Faso: insieme alla richiesta di denaro sarebbero state fornite anche le prove che i due ragazzi sono ancora vivi.

Sviluppi che, curiosamente, coincidono con le dimissioni in massa del premier del Burkina Faso, Paul Kaba Thiebe, e del suo esecutivo, senza fornire alcuna spiegazione. Secondo fonti non confermate, il Paese africano aspira ad una leadership più robusta per debellare le bande di terroristi che ormai agiscono alla luce del sole.

Luca Tacchetto ed Edith Blais sono scomparsi nel nulla lo scorso 15 dicembre, mentre si spostavano fra Bobo-Dioulasso e la capitale, Ouagadougou, per raggiunge la meta del loro viaggio: un progetto umanitario in Togo.

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