Progettava un attentato ispirandosi alla strage di Christchurch

| Un 16enne di Singapore era pronto a fare strage in due moschee per celebrare il secondo anniversario della strage compiuta da Brenton Tarrant. Secondo gli inquirenti odia i musulmani ed è affascinato dalla violenza

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Ha solo 16 anni, ma è stato arrestato dopo un blitz che ha coinvolto decine di agenti perché considerato estremamente pericoloso. La vicenda, che ha sconvolto la tranquilla Singapore, racconta di adolescente che aveva in mente di celebrare l’anniversario della strage di Christchurch, in Nuova Zelanda, attaccando due moschee per uccidere quanti più musulmani fosse possibile. Influenzato dall’agghiacciante attacco di Brenton Tarrant, l’adolescente aveva pianificato l’azione nei dettagli, compresa l’idea di divulgare il proprio gesto in livestream. È il più giovane arresto da quanto è scattato l’Internal Security Act che permette la detenzione senza processo.

L’attacco di Christchurch è ancora oggi la più grave azione terroristica nella storia della Nuova Zelanda, costata la vita a 51 persone uccise da Tarrant, un suprematista bianco condannato all’ergastolo senza condizionale.

Il 16enne di Singapore, di cui non sono state rese note le generalità, è stato descritto dal Ministero degli Affari Interni come un cristiano protestante “motivato da una forte antipatia verso l’Islam e affascinato dalla violenza”. È anche il primo detenuto ispirato da ideologia estremista di estrema destra a Singapore, città-stato in cui il terrorismo e i crimini violenti sono rari.

Secondo il ministero, agli investigatori che lo seguivano da mesi era chiara l’influenza subita da Tarrant, confermata dall’idea di pianificare gli attacchi per il 15 marzo prossimo, per celebrare con altro sangue il secondo anniversario della strage di Christchurch. Il piano prevedeva di attaccare due moschee, la Assyafaah e la Yusof Ishak, entrambe vicine a dove viveva. Il giovane aveva intenzione di rubare la carta di credito del padre per noleggiare un’auto e spostarsi tra i due luoghi dell’attacco: non ha la patente di guida, ma era convinto di potersela cavare.

All’inizio, il giovane aveva in mente di usare un fucile, come Tarrant, scegliendo di ripiegare su un machete dopo aver incontrato molte difficoltà nell’acquisto di un’arma a Singapore, che ha severe leggi sul controllo delle armi da fuoco. Secondo il ministero non sembra potesse contare su una rete di complicità.

I funzionari hanno anche rivelato che il giovane aveva preparato due manifesti ideologici che intendeva diffondere prima dei suoi attacchi, uno riguardava l’attentato di Nizza dello scorso anno, mentre nell’altro dettagliava il suo odio per l’Islam. Nel corso degli interrogatori, l’adolescente ha ammesso che immaginava due finali: “essere arrestato prima degli attacchi oppure restare ucciso dalla polizia”.

Il giovane sarà sottoposto a “riabilitazione religiosa, psicologica e sociale per aiutarlo a correggere l’ideologia radicale che ha assorbito”. Per i vertici della polizia si tratta comunque di un “caso inquietante” che si inserisce in dati statistici che parlano di diversi giovani sotto i 20 anni arrestati dopo il varo della legge sulla sicurezza interna.

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