Pronto a farsi saltare in aria a New York

| Un giovane originario del Bangladesh, radicalizzato in America, è stato agganciato da un agente sotto copertura che lo ha assecondato in tutto: quando ha tentato di acquistare delle armi, è stato arrestato

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Ashiqul Alam, 22 anni, originario del Bangladesh con cittadinanza americana, aveva un sogno: farsi saltare in aria nel centro di Times Square, uno dei più punti affollati di Manhattan, meta obbligata per turisti e icona della Grande Mela. Ma del suo desiderio si erano accorti da tempo sia l’FBI che la polizia di New York, che lo tenevano d’occhio da tempo, fin quando venerdì è scattato il blitz che ha portato all’arresto. Nella conferenza stampa, la polizia di New York ha definito Alam un “lupo solitario”, svelando che il giovane era tenuto sotto stretta sorveglianza dopo aver rivelato le sue intenzioni ad un agente federale sotto copertura. Ma, hanno aggiunto, non c’è mai stato alcun pericolo: il fermo è scattato ancora prima che Alam passasse alla fase operativa.

Tuttavia, William Sweeney, vice direttore della sezione dell’FBI di New York City, ha ammesso che “C’era qualcosa di più delle semplici parole: gli individui che sposano l’ideologia distorta delle organizzazioni terroristiche sono incredibilmente pericolosi e imprevedibili”. Ashiqul Alam, residente nel Queens, è stato arrestato da una squadra della “Joint Terrorism Task Force”, un’unità che comprende agenti dell’FBI e del Dipartimento di polizia di New York City.

Il sospetto ha fatto una prima apparizione nel tribunale federale di Brooklyn davanti al giudice Cheryl L. Pollak, sufficiente per ricevere il primo no alla richiesta dell’avvocato di fissare una cauzione per la scarcerazione: la prossima udienza è fissata per il 21 giugno.

Nel mandato di arresto ci sono le prove secondo cui per mesi Alam avrebbe svolto delle ricerche per procurarsi granate, materiali esplosivi ed armi per preparare il suo attacco, il tutto senza rendersi conto che aveva trovato una spalla in Sean Dillon, un investigatore sotto copertura.

Accompagnato dall’agente, Alam ha condotto due ricognizioni a Times Square, filmando con il suo telefono cellulare potenziali bersagli per fare più danni possibili. Era convinto che se fosse riuscito a completare il suo piano sarebbe diventato una “leggenda”. Nel corso di un altro incontro, l’agente ha chiesto ad Alam cosa lo avrebbe reso davvero felice: “Vedere la bandiera dell’Islam sulle Torri Gemelle o sull’Empire State Building”, ha risposto lui. Il suo mito irraggiungibile resta Osama bin Laden: “La sua operazione è stata uno straordinario successo, migliaia di soldati americani sono morti e qualche trilione di dollari sono andati in fumo”. Aveva una sola preoccupazione, il giovane del Bangladesh: la vista. Tempo fa si era sottoposto ad un intervento chirurgico per poter adottare delle lenti a contatto al posto degli occhiali che gli scivolavano sul viso. Temeva la brutta figura internazionale 

Alam avrebbe anche tentato di incontrare più volte alcune persone che riteneva disposte a vendere armi con la matricola abrasa, difficili da rintracciare. Ma il pezzo forte dell’attentato dovevano essere le granate: con ognuna sognava di uccidere almeno otto persone, forse di più se si fosse fatto esplodere all’interno di uno dei tanti negozi di Times Square, perennemente affollati di turisti.

La svolta, dopo settimane di parole, è arrivata venerdì scorso, Alam e l’agente in incognito si sono dati appuntamento in un appartamento di Brooklyn, dove hanno incontrato altri investigatori sotto copertura che si fingevano commercianti di armi. Ashiqul Alam ha pagato una prima tranche di 400 dollari per acquistare due pistole Glock 19. È a quel punto che è scattato l’arresto.

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