Sergio Zanotti interrogato dal pm

| L’italiano liberato in Siria deve spiegare le modalità di un sequestro che per molti è risultato anomalo fin dall’inizio, nel 2016

+ Miei preferiti
Atterrato ieri sera intorno alle 23 all’aeroporto militare di Ciampino, Sergio Zanotti, l’imprenditore rilasciato tre anni dopo il suo sequestro, in queste ore sta rispondendo alle domande del pm Sergio Colaoiocco nella caserma dei Ros di Roma, in merito al fascicolo aperto per sequestro di persona con finalità di terrorismo.

È stato il premier Conte ad annunciare la liberazione dell’imprenditore italiano, di cui non si sapeva più nulla ma su cui i servizi segreti non avevano mai smesso di indagare. “Il nostro connazionale è in buone condizioni generali: il risultato è frutto di una complessa e delicata attività di intelligence, investigativa e diplomatica”.

La vicenda di Sergio Zanotti era apparsa come strana fin dall’inizio: la sua scomparsa in territorio siriano, al confine della Turchia, era stata annunciata nel novembre del 2016 da lui stesso attraverso un breve video in cui, vestito con la vestaglia araba, con la barba lunga e sotto la minaccia di uomini armati e incappucciati, raccontava di essere prigioniero da sette mesi in Siria: “Prego il governo italiano di intervenire prima di una mia eventuale esecuzione”.

Nativo di Merone, nel bresciano, 58 anni, cinque figli avuti da due matrimoni, montatore meccanico, è stato titolare di un’impresa edile che l’ha portato in galera per evasione fiscale. Non è mai stato chiarito per quale motivo fosse in Siria, e neanche quale fosse la richieste per la liberazione.

“Non ho mai dubito dubitato che fosse un vero sequestro”, ha commentato l’ex moglie.

Terrorismo
Al Qaeda promette nuove stragi
Al Qaeda promette nuove stragi
L’organizzazione terroristica di Osama bin Laden è oggi molto ridimensionata, ma torna ad alzare la testa promettendo nuove azioni che colpiranno l’America
Isis e Al-Qaeda pianificano nuovi attentati
Isis e Al-Qaeda pianificano nuovi attentati
Due diverse informative dimostrano l’intensificarsi di attività e spostamenti di grosse somme di denaro. Si teme la possibilità di nuove azioni clamorose, in stile 11 settembre
Cesare Battisti pronto allo sciopero della fame
Cesare Battisti pronto allo sciopero della fame
L’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo, lamenta il trattamento a cui è sottoposto nel carcere di Rossano, dove sconta l’ergastolo nel padiglione dei jihadisti
Il fascino perverso del male
Il fascino perverso del male
Partendo dal libro autobiografico di Valeria Collina, madre dell’attentatore del London Bridge, il fenomeno del terrorismo analizzato dalla professoressa Laura Sabrina Martucci e dal dottor Maurizio Montanari
Progettava un attentato ispirandosi alla strage di Christchurch
Progettava un attentato ispirandosi alla strage di Christchurch
Un 16enne di Singapore era pronto a fare strage in due moschee per celebrare il secondo anniversario della strage compiuta da Brenton Tarrant. Secondo gli inquirenti odia i musulmani ed è affascinato dalla violenza
Viaggio nelle frange dell’estrema destra americana
Viaggio nelle frange dell’estrema destra americana
Rincuorati dal “successo” dell’assalto al Campidoglio, decine di canali inneggiano alla guerra civile e alla libertà di razzismo. Fra loro spiccano i Bangaloo Boys e i Proud Boys
Chiuso il processo di Charlie Hebdo
Chiuso il processo di Charlie Hebdo
Quattordici condanne, dai 4 anni all’ergastolo, mettono la parola fine agli attentati che sconvolsero Parigi nel gennaio 2015. Degli imputati 11 erano presenti in aula, gli altri latitanti o dati per morti
Somalia, la guerra di cui nessuno parla
Somalia, la guerra di cui nessuno parla
L’esercito americano e il gruppo terroristico al-Shabaab combattono in segreto: i primi hanno intensificato i raid aerei, i terroristi le autobombe. L’ultima vittima un contractor americano, ex Navy Seal
Il misterioso omicidio del leader di al-Qaeda
Il misterioso omicidio del leader di al-Qaeda
Abu Mohammed al-Masri sarebbe stato ucciso insieme alla figlia il 7 agosto scorso, ma la notizia è stata tenuta nascosta fino a poche ore fa. Era considerato il più importante stratega del gruppo terroristico
Austria, i veleni dopo la strage
Austria, i veleni dopo la strage
Accuse reciproche di inefficienza e scarsa attenzione verso un soggetto che era riuscito a nascondere la sua radicalizzazione. Il Paese convinto che sia necessario rivedere i protocolli e aggiungere una stretta alle norme