Strage di islamici in moschea, oltre 50 morti decine di feriti

| Azione anti-immigrati e anti-Islam a Christchurch, Nuova Zelanda. Uno dei killer gira video della strage. Catturati 4 attentatori, c'è una donna. il capo è un australiano, Brant Tarrant. Manifesto sui social. Tra gli "eroi" anche Luca Trai

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MICHAEL O' BRIEN

Sui caricatori delle armi automatiche usate dai terroristi erano stati scritti i nomi dei killer anti migranti e anti musulmani, compreso quello di Luca Traini, il ternano che dopo l’omicidio di Pamela Mastrogiacomo, il cui cadavere era stato fatto a pezzi da un nigerrano, aveva sparato a caso contro alcuni immigrati, ferendoli.  Lo scopo è chiaro: creare le condizioni per uno scontro armato su base religiosa. L’azione di queste ore, nei piani deliranti dei suprematisti, dovrebbe innescare una sezione violenta da parte degli estremisti islamici, in modo da creare il presupposto di un conflitto globale, “Abbiamo scelto di colpire in Nuova Zelanda per dimostrare che non esiste un angolo del pianeta dove  non possiamo entrare in azione contro musulmani e immigrati”, hanno precisato gli attentatori, tutti arrestati, compreso il capo, il 28enne Brent Tarrant.

Uno dei frame girati dai killer durante l'attacco


Uno dei killer (nella foto poco prima aveva postato sui social un manifesto di 87 pagine "anti-immigrati e anti-musulmani”, poco prima di scendere in strada per uccidere il maggior numero di musulmani in preghiera nelle due moschee prese di mira a Christchurch.  E’ la stessa tecnica dei terroristi Isis ma questa volto a firmare la strage, oltre 40 morti, sarebbe un nucleo di supramatisti bianchi guidati da un cittadino australiano. Quattro gli arresti, tra cui una donna.  Lui ha tra i 30 e i 40 anni e indossava un'uniforme militare quando ha aperto il fuoco. Ha girato un video e si vede chiaramente quando inizia a fare fuoco all’interno della moschea, mentre le vittime colpite da una pioggia di proiettili urlavano terrorizzate. Costui sarebbe in cella. E’ accaduto alle 13.40 ora locale - l'1.40 del mattino in Italia - in due moschee della città di Christchurch, Al Noor e Masijd, nella città di 367 mila abitanti, in Nuova Zelanda. Nella prima c’erano 250 persone in preghiera, poi  il secondo assalto alla moschea di Masjid nel sobborgo di Linwood. A sparare sarebbe stato un commando formato da 3 uomini e una donna, che la polizia è successivamente riuscita a fermare. Sono state disinnescati nove ordigni esplosivi rudimentali sistemati su altrettante auto piazzate in luoghi strategici. "Il ritrovamento di esplosivi sottolinea la serietà dell’attacco”, forse l’obiettivo erano anche  giovani che stavano per partecipare alla manifestazione per il clima convocata dagli studenti, annulla per motivi di sicurezza. Video e manifesto sono stati rimossi da tweet e da Facebook, dopo l’intervento del governo neozelandese che ne aveva chiesto l’immediata cancellazione.

"La polizia della Nuova Zelanda ci aveva allertato relativamente al video su Facebook poco dopo l'inizio dello streaming live e noi abbiamo velocemente rimosso sia il video e sia gli account Facebook e Instagram dell'attentatore", ha precisato la portavoce di Facebook.

Il primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinta Arden, ha rivolto un messaggio alla nazione su tutte le reti tv: "Un atto di violenza senza precedenti, è uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda”, invitando i cittadini a non cedere alla panico e a collaborare con le forze dell’ordine. Infine la solidarietà alle comunità islamiche “così duramente colpite”.

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