Tracce della ‘madre di Satana’ nella bomba di Lione

| Nel pacco bomba è stata individuato una quantità minima dell’esplosivo più volte utilizzato dall’Isis. L’ordigno azionato a distanza. I dubbi della polizia francese

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Preoccupano ma non chiariscono, i primi risultati delle indagini sul pacco bomba esploso venerdì in rue Victor-Hugo, nel centro di Lione: l’involucro conteneva chiodi, viti e biglie in metallo che hanno ferito 13 persone, tutt’ora ricoverate in ospedale ma nessuna in pericolo di vita. La presenza di una pila elettrica e di un circuito stampato hanno svelato un primo dato inquietante: il congegno è stato manovrato a distanza con un telecomando. Secondo quanto rivela “France Info”, proprio in queste ore la procura anti terrorismo di Parigi avrebbe individuato la presenza di perossido di acetone, la temibile “madre di Satana”, esplosivo ampiamente utilizzato dall’Isis negli attentati di Parigi del 2015, di Bruxelles dell’anno successivo e a Manchester nel 2017, al termine del concerto di Ariana Grande. Conosciuto come “Tapt”, si tratta di un ordigno con potere esplosivo superiore alla dinamite, preparato mescolando tra loro ingredienti che si trovano in vendita nei supermercati, ma estremamente pericoloso perché instabile e difficilmente individuabile. Ma c’è un particolare che non è di aiuto alle indagini: le tracce della ‘madre di Satana’ sarebbero minime, e questo porta alla conclusione che non ci fosse la reale intenzione di uccidere, allontanando almeno al momento l’ipotesi di un attentato di matrice jiadista.



Continua intanto la caccia al presunto attentare, un uomo sulla trentina con il volto coperto che in sella ad una bicicletta sarebbe stato visto lasciare il pacco prima di allontanarsi. La “Police Nationale” ha diffuso un’immagine ripresa dalle telecamere di sicurezza, mentre si apprende che sui resti dell’ordigno sarebbe anche stata isolata una traccia di Dna. Al momento, non c’è stata alcuna rivendicazione.

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