Trump conferma: al-Baghdadi è morto

| Una lunga conferenza stampa in cui il presidente ha svelato i dettagli dell’operazione, lodando i paesi che hanno aiutato l’America e bacchettando quelli che hanno preferito rimanere fuori dalla lotta al terrorismo

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“I risultati dei test del Dna effettuati sul posto dai tecnici che erano con i nostri militari hanno confermato: il corpo è quello di al-Baghdadi”. L’ufficialità arriva dalla Diplomatic Reception Room della Casa Bianca, dove Donald Trump scaccia per qualche ora le nuvole nere che si addensano sulla sua testa per appuntarsi una medaglia che ha lo stesso valore simbolico di quella che nel 2011 era finita sul petto del suo predecessore Barack Obama, quando comunicò che Osama Bin Laden era stato ucciso. Anzi, secondo la retorica trionfalista di Trump, “al-Baghdadi era perfino più importante. Un uomo che aveva costruito un intero califfato”.

Nella conferenza stampa, il presidente americano ricostruisce le fasi dell’attacco, seguito in diretta nella “Situation Room” accanto al suo vice Mike Pence, al consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien, il segretario per la difesa Mark Esper, il capo di stato maggiore interforze Mark Milley e il vice direttore delle operazioni speciali Marcus Evans: “Siamo atterrati con otto elicotteri e le squadre non sono entrate dall’ingresso principale perché sapevano che c’era esplosivo. Nel tunnel a-Baghdadi era rimasto da solo, molti dei suoi seguaci sono stati uccisi o si sono arresi, e abbiamo recuperato documenti su piani e obiettivi futuri dell’organizzazione terroristica, esattamente quello che volevamo”.

Il califfo, definito “un uomo malato, depravato e violento, è morto come un codardo, correndo e piangendo. Insieme a lui c’erano due mogli che indossavano giubbotti esplosivi che non sono esplosi, ma sono morte comunque. Al-Baghdadi si è fatto saltare in aria in un tunnel dove era rimasto intrappolato e ha ucciso tre dei suoi figli che erano con lui. Numerosi anche i terroristi dell’Isis uccisi nel corso del blitz. I nostri soldati hanno dovuto rimuovere le macerie per arrivare al corpo, perché con l’esplosione era crollata la galleria dove si era nascosto. Abbiamo scoperto dove si nascondeva più o meno nello stesso periodo in cui abbiamo deciso di ritirare i soldati dalla Siria, e preparavamo l’operazione da tre giorni. La parte più difficile della missione è stato arrivare a andare via, ma nessuno dei nostri è rimasto ferito, nonostante un livello di fuoco da non credere: avevamo anche un robot da mandare nei tunnel in via precauzionale. Quando usiamo la nostra intelligence in modo corretto, è fantastica”.

Poi Trump si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Abbiamo informato la Turchia, sono stati eccezionali, e sorvolato parte del loro territorio. Un raid impeccabile reso possibile dall’aiuto di Russia, Turchia, Siria, Iraq e curdi siriani. Nella lotta all’Isis i paesi europei sono stati una grande delusione: i miei hanno fatto un sacco di telefonate a Francia, Germania e Regno Unito dicendo di riprendersi i loro combattenti, ma non vogliono. Continueremo a dare la caccia agli ultimi focolari dell’Isis: sono dei perdenti che non avevano alcuna idea di quello in cui si sono cacciati. Ora vogliamo che i nostri soldati tornino a casa e combattano per qualcosa di sensato: non vogliamo tenere le truppe in Siria per il resto della nostra vita. Siria e Turchia devono decidere per conto loro”.

L’ultima stoccata, Trump la riserva a Nancy Pelosi, lo speaker della camera che ha dato il via alle procedure di impeachment nei suoi confronti: “Non l’ho avvisata, come sapete Washington è regina nella fuga di notizie e non ci siamo fidati di notificare nulla fino a quando il blitz non è finito”.

Soddisfazione anche da Mark Esper, ministro della difesa: “è un grande giorno per l’America e il mondo intero. Conosciamo il successore di al-Baghdadi: il suo nome è già nei nostri sistemi”.

Gli esperti in terrorismo internazionale tendono ad essere meno certi che la morte del califfo significhi la parola fine alla stagione terrorismo internazionale. Facilmente, il movimento tornerà a colpire ed è immaginabile che voglia farlo proprio adesso, come conseguenza della morte del leader. Secondo alcune fonti, proprio in queste ore gli organismi di intelligence occidentali hanno alzato il livello di allerta.

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