Un altro giorno di paura a Nizza

| La celebre località della Costa Azzurra torna a fare i conti con il terrorismo: un uomo armato di coltello uccide tre persone nella principale chiesa della città

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I segni della terribile notte del 14 luglio 2016 e del sangue di 87 morti non ci sono più. Un memoriale, sempre pieno di fiori, ha trovato un angolo nel giardino del “Musée Massena”, a due passi dal “Negresco”, l’albergo più esclusivo della capitale della Costa Azzurra.

Ma i ricordi e la paura di quella notte sono ancora vivi, e tornano a trasformarsi in paura, quando fra la Promenade e l’isola pedonale riecheggia la parola terrorismo. È successo di nuovo stamattina, intorno alle 9, quando la basilica di Notre-Dame stava aprendo le porte per la prima Messa della giornata. Si ispira a quella più celebre di Parigi, è la Chiesa più famosa di Nizza, affacciata su avenue Jean-Medicine, la lunga via dello shopping che culmina in place Massena, dove i nizzardi sciamano fra caffè, brasserie e negozi.

Un uomo armato di coltello si mescola ai fedeli: secondo alcuni testimoni urla a squarciagola “Allah Akbar”, il grido che per l’Occidente è diventato sinonimo di morte. Sgozza il sacrestano, che sembra abbia tentato di fermarlo, poi quasi decapita una donna. C’è anche una terza vittima, una persona che avrebbe tentato la fuga rifugiandosi in un bar, dove è morto per le ferite prima dell’arrivo dei soccorsi.

Nel giro di pochissimi minuti, su avenue Jean-Medicine piomba l’inferno: le squadre dei nuclei antiterrorismo blindano la zona e attraverso i social invitano la gente a restare a casa. Le notizie iniziano ad accavallarsi, come sempre confuse: l’attentatore è stato ucciso, anzi no, gli agenti si sono limitati a ferirlo, e mentre lo trasportavano in ospedale continuava a ripetere la litania del terrore: “Allah Akbar”, Allah è grande.

Tredici giorni fa la decapitazione di Samuel Paty, il professore colpevole di aver mostrato ai suoi allievi le vignette di “Charlie Hebdo” che ironizzavano su Maometto, era un segnale che in Francia qualcosa si stava pericolosamente incrinando. Il 25 ottobre scorso, le prefetture di tutto il Paese avevano ricevuto la circolare che alzava il livello di allerta per possibili azioni di gruppi terroristici. E anche Nizza, già colpita duramente dalla pandemia che ha minato la stagione estiva conclusa da poco, temeva il peggio: “Da giorni si respirava un’aria pesante che era diventata palpabile”, commenta un testimone a caldo. “Eravamo stati avvisati che c’era il rischio di attacchi con l’approssimarsi delle feste di Ognissanti, la celebrazione cristiana che ricorda i morti”, racconta il parroco di Nice-Centre.

Christian Estrosi, il sindaco della città, è certo che si possa parlare di terrorismo, non ha dubbi. A Parigi, Macron ha interrotto l’Assemblea Nazionale per correre al ministero dell’interno per seguire da vicino l’evolversi della situazione. Da Nizza giungono notizie frammentarie: c’è chi parla di complici in fuga, e la notizie è smentita e poi ripresa dai media fino alla conferma: la polizia starebbe setacciando la zona alla ricerca di un uomo.

Nelle prossime ore Macron arriverà a Nizza.

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