Nuova Zelanda, la Borsa vittima di un cyberattack

| Per quattro giorni, le reti del New Zealand’s Exchange hanno registrato un attacco cibernetico assai sofisticato partito dall’estero. Governo e intelligence in allarme

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Il governo della Nuova Zelanda ha ordinato a una delle sue agenzie di controspionaggio di indagare su un attacco cibernetico che ha avuto origine all’estero e ha sconvolto i mercati finanziari del paese per quattro giorni consecutivi.

Il ministro delle Finanze Grant Robertson ha riferito che il  “GCSB” (Government Communications Security Bureau) è stato incaricato di fornire sostegno al New Zealand's Exchange, che a partire da martedì scorso ha subito interruzioni periodiche. È stato attivato anche il sistema di sicurezza nazionale, richiedendo alle agenzie governative di lavorare a stretto contatto.

“Ci sono dei limiti a ciò che posso dire oggi sull’azione che il governo sta intraprendendo a causa di rischi significativi sulla sicurezza - ha detto Robertson - come governo, stiamo trattando la questione molto seriamente”.

Il GCSB raccoglie e analizza i dati dell’intelligence, fornendo al contempo sicurezza informatica per le infrastrutture critiche del Paese. La Nuova Zelanda è membro dell’alleanza di intelligence “Five Eyes”, che comprende anche Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Canada. I Paesi condividono un’ampia gamma di informazioni e lo scorso anno, hanno sottoscritto un impegno di sicurezza informatica, insieme ad altre 22 nazioni, che prevede risposte coordinate agli attacchi cibernetici.

Venerdì, la NZX ha aperto alle 13:00 ora locale, tre ore più tardi del normale, a causa di quello è stato descritto come “un attacco grave e sofisticato”. Le negoziazioni sono state interrotte per la prima volta martedì alle 16:00 circa, mentre le interruzioni dei mercati, delle azioni e dei derivati sono proseguite. Il sito web della borsa non era più accessibile dopo la chiusura delle contrattazioni.

“Il New Zealand’s Exchang non fornirà dettagli sulla natura degli attacchi o delle contromisure - ha detto il CEO della NZX Mark Peterson  - si tratta di un problema di connettività dei sistemi, non di integrità dei dati o delle comunicazioni”.

La NZX ospita molte delle più grandi aziende neozelandesi, tra cui “Fonterra Co-operative Group”, che produce oltre 2 miliardi di litri di latte ogni anno ed è il più grande esportatore al mondo. Gli attacchi mirano a interrompere il servizio inondando la rete con enormi volumi di traffico in rete. La borsa di Hong Kong ha subito un attacco simile nel settembre dello scorso anno che l’ha costretta a sospendere le negoziazioni, mentre nel 2012 il Nasdaq, la CBOE e la BATS sono stati colpiti da attacchi durati giorni, con conseguenti problemi ai loro siti web, ma senza interruzioni delle negoziazioni.

Il motivo dell'attacco al mercato azionario neozelandese non è ancora chiaro e la borsa non ha fornito ulteriori dettagli. Ma questo tipo di attacco sta diventando molto comune, poiché i criminali informatici vendono i loro servizi a basso costo sul dark web: secondo la società di sicurezza informatica “Nexusguard”, rispetto agli ultimi tre mesi del 2019 sono aumentati del 542% nel primo trimestre di quest’anno.

Secondo Juta Gurinaviciute, Chief Technology Officer di NordVPN Teams, “Uno dei motivi per cui gli attacchi DDoS sono così poco costosi è che sempre più persone sfruttano la banda larga dei cloud pubblici”. Per Satnam Narang, ingegnere di ricerca presso la società di sicurezza informatica Tenable, gli attacchi sono diventati molto più sofisticati, e poiché le organizzazioni finanziarie si affidano maggiormente al cosiddetto “Internet of Things”, i criminali informatici prendono di mira i dispositivi vulnerabili per lanciare attacchi più forti.

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